Roma, 19 marzo 2021 – Sono 19 milioni gli italiani che seguono programmi radiofonici in formato video attraverso tv, smartphone o pc e in un anno sono cresciuti dell’8% gli spettatori dei canali tv della radio. E’ uno degli spunti più interessanti che emergono dall’indagine del Censis “La transizione verso la radiovisione”. La radio – sottolinea il Censis – si conferma fenomeno di massa, capace di coniugare continuità e innovazione. Sono più di 41 milioni gli italiani che seguono programmi radiofonici. Di questi, 27 milioni usano anche dispositivi alternativi all’apparecchio tradizionale e all’autoradio. Sono numeri che dimostrano che la radio è riuscita a rigenerarsi nel tempo, ibridandosi con gli altri media e sintonizzandosi sui nuovi stili di vita degli italiani, adattandosi ai tempi e alla vita di fasce di pubblico trasversali per età, condizione economica e status sociale”.
Durante il primo lockdown il 30,5% degli italiani si è informato almeno una volta al giorno sull’emergenza sanitaria e sulle regole da rispettare attraverso la programmazione radiofonica. Il 30% dei radioascoltatori ha dedicato più tempo all’ascolto in casa rispetto al periodo pre-Covid. Nel secondo semestre 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, a fronte di un calo del numero di ascoltatori dall’autoradio dovuto alle restrizioni alla mobilità, e di una tenuta dell’apparecchio tradizionale, crescono tutti gli altri device. Nell’ultimo anno gli spettatori dei canali televisivi della radio in un giorno medio sono aumentati dell’8%.
“La visual radio – sottolinea il Censis – non è un fuoco di paglia, ma è fortemente in sintonia con le aspettative degli italiani. Il 52% dichiara che vorrebbe avere sempre di più la possibilità di fruire dei contenuti radiofonici su device diversi anche in formato video. E il 50% di chi segue la radiovisione la trova piacevole, il 27,5% coinvolgente, il 24% innovativa”.