Vicopisano, targa in memoria delle vittime della Moby Prince

Pisa, 23 ottobre 2023 – Domenica 22 ottobre a Vicopisano (Pisa), nel corso di una cerimonia partecipata e commovente, è stata scoperta una targa in memoria delle 140 vittime del traghetto ‘Moby Prince’ e, in particolare, del comandante dell’imbarcazione Ugo Chessa e della moglie Maria Giulia Ghezzani (originaria della cittadina toscana).
Tra gli intervenuti alla commemorazione il figlio di Maria Giulia e Ugo, Luchino, presidente dell’associazione “10 aprile, familiari vittime Moby Prince”, Sergio Romboni, vicepresidente dell’associazione “140 Familiari delle Vittime del Moby Prince”, Giuseppe Tagliamonte, fratello di Giovanni, uno dei membri dell’equipaggio che persero la vita cercando, fino all’ultimo, di dare soccorso ai passeggeri, Gabriele Bardazza, consulente della prima e della seconda commissione parlamentare d’inchiesta, Alessandro Busciglio, coordinatore del sito Moby Prince, e Stefano Di Bartolomeo, consigliere regionale e presidente di ANMIL .
“Ringrazio i cittadini e tutti i membri delle associazioni intervenute che, da oltre 32 anni si impegnano in ogni sede per ottenere verità e giustizia sulla tragedia della Moby Prince – ha detto il sindaco di Vicopisano, Matteo Ferrucci – Questa targa è un simbolo importante e dovrà essere accompagnata da un intenso lavoro di diffusione della conoscenza dei fatti, in molteplici contesti e soprattutto nelle scuole. Undicimila e 700 giorni di omissione di verità e di mancata giustizia sono veramente intollerabili per tutti quelli che hanno perso gli affetti più cari”.
Toccanti le parole di Luchino Chessa e Sergio Romboni che hanno ripercorso la vicenda dal momento della tragedia a oggi, soffermandosi sui principali ostacoli che stanno impedendo il raggiungimento della verità, in particolare in sede processuale. “La realtà di ciò che successe deve essere ancora svelata del tutto – è stato detto – Ben 140 persone sono state lasciate a morire in un grave incendio, per ore, senza che fosse inviato neanche un soccorso. È stato l’equipaggio l’unico soccorso per i passeggeri, fino all’ultimo istante di vita, purtroppo in modo vano”.
La targa si connota, dunque, come un monito a divulgare finalmente ciò che davvero successe e che, purtroppo, è ancora nascosto. Si spera adesso nei lavori che condurrà la terza commissione parlamentare – unico caso nella storia della Repubblica italiana – incaricata di riprendere le indagini e votata all’unanimità lo scorso 17 ottobre.