Non più morti “bianche”, ma gioia e progresso dal lavoro.

02 maggio 2019 – Si è svolta il 13 aprile scorso a Trieste la X Giornata Regionale dedicata agli infortunati e vittime sul lavoro, organizzata dall’ANMIL.
Il dibattito, nel quale sono intervenuti il Presidente nazionale ANMIL, Franco Bettoni; la Direttrice INAIL Trieste, Maria Gabriella Grasso; l’Assessore Regionale, Alessia Rosolen; la Parlamentare, Debora Serracchiani e il Presidente Regionale ANMIL, Romeo Mattioli, ha evidenziato ancora una volta il pesante dramma degli incidenti sul lavoro che, oltre a colpire l’integrità fisica dei lavoratori, arreca un grave danno sociale, morale ed economico all’intera nostra società. Ogni giorno si leggono veri bollettini di guerra di morti e infortuni. In Friuli, nel corso del 2018, si sono verificati 17.246 infortuni (nel 2017 erano stati 16.545), mentre 29 sono stati quelli con esito mortale, 3 in più dell’anno precedente.

Ci troviamo di fronte ad un’emergenza che non tende ad attenuarsi, nonostante le iniziative promosse dagli Enti, forze sociali ed economiche, per la diffusione della cultura della prevenzione e la sicurezza sul lavoro. In questa direzione si è mossa la Regione, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati e con la firma del protocollo d’intesa. Non altrettanto possiamo dire per la legge nazionale di stabilità 2018 che, tagliando il 30% dei contributi INAIL alle imprese, senz’altro condivisibile per la diminuzione del costo del lavoro, ha ridotto, purtroppo, le risorse per la salute, la sicurezza e la prevenzione degli infortuni ed alcuni risarcimenti a favore delle vittime. Si deve, invece, potenziare l’informazione, la formazione, la prevenzione, i controlli ispettivi sull’adeguamento delle strutture produttive alle norme antinfortunistiche. Le norme ci sono, anzi, sono tra le migliori d’Europa, si scrivono, si approvano, si leggono e, spesso, non si applicano.

Adoperiamoci tutti, ognuno nel proprio ruolo, affinché il lavoratore torni a casa la sera!