Disabilità, nuovo sportello CIP per l’avvio alle attività sportive

Roma, 20 luglio 2020 – Presso la filiale di Roma del Centro protesi INAIL è stato aperto uno sportello CIP (Comitato Italiano Paralimpico) per l’avvio alla pratica sportiva per le persone affette da disabilità causate da un incidente sul lavoro. Un consulente CIP, esperto in scienze e tecniche delle attività motorie, una volta al mese sarà a disposizione degli assistiti per fornire loro tutte le informazioni necessarie e orientarli sulla scelta dell’attività sportiva più idonea in base alle proprie esigenze. Il progetto, che rientra nell’ambito del servizio psicosociale della filiale di Roma del Centro protesi, si avvale della collaborazione di Maria Concetta Calandruccio, assistente sociale specialista che si occuperà del coinvolgimento e del percorso degli assistiti insieme al consulente CIP. Grazie alla brillante intuizione del medico INAIL Antonio Maglio, pioniere della sport-terapia, nella mission dell’Istituto l’avviamento alla pratica sportiva delle persone infortunate sul lavoro rappresenta uno strumento molto efficace per la riabilitazione motoria e il reinserimento sociale. Si deve ad Antonio Maglio la creazione del movimento paralimpico e l’istituzione delle prime paralimpiadi della storia a Roma nel 1960. Grazie alla collaborazione tra INAIL e CIP molti assistiti hanno potuto essere avviati alla pratica sportiva trovando risorse che neanche immaginavano di avere e motivazioni per rimettersi in gioco e cominciare una seconda vita. Alcuni di loro sono riusciti anche a conquistare medaglie e a stabilire primati in giro per il mondo diventando un modello di forza di volontà e “resillienza”, ma soprattutto dimostrando che lo sport può essere uno strumento di rinascita fisica e psicologica.
Maria Concetta Calandruccio scrive che “La qualità della vita di chi subisce un danno in seguito ad infortunio sul lavoro è fondamentale ai fini di un recupero delle proprie risorse psicofisiche. Dopo l’infortunio ci si trova a dover affrontare molteplici difficoltà sia con sé stessi che con la società. Vengono meno autostima, fiducia, si è sopraffatti dal timore di risultare inadeguati e, spesso, ci si sente un peso per le persone vicine”. “Un ‘prodotto’ efficace che agisce sulle abilità individuali e favorisce lo sviluppo delle proprie capacità – continua l’assistente sociale – è lo Sport, grazie al quale l’infortunato può rimettersi in gioco e imparare a gestire il proprio corpo. L’autoconsapevolezza e la fiducia nelle proprie capacità contribuiscono ad un significativo recupero psicofisico e ad un utilizzo del tempo libero, sotto forma riabilitativa e costruttiva”.

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