“È stata la morte di un operaio nel senese avvenuta ieri ad incrementare il drammatico “contatore” degli infortuni dell’INAIL a sottolineare che il fenomeno degli incidenti sul lavoro rimane gravissimo e per questo siamo grati alla TgR Toscana per aver voluto dare un seguito, sul nostro territorio, alla campagna nazionale del Tg3 Rai della scorsa settimana, continuando a dare voce alle vittime del lavoro intervistate in giro per la Toscana con il supporto della nostra Onlus, ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) – commenta cosi il Presidente dell’ANMIL Toscana, Vincenzo Municchi, la lodevole iniziativa che partirà da lunedì 25 febbraio fino a venerdì 1° marzo.

“Sarà certamente un’importante occasione per conoscere e far riflettere sulle conseguenze degli infortuni sul lavoro e dalle malattie professionali attraverso le toccanti storie di vita che raccontano un’Italia ancora tragicamente logorata dall’insicurezza lavorativa e andranno in onda nella rubrica mattutina “Buongiorno Regione”, alle ore 7.30, e in replica nel Tg delle ore 19.30”, aggiunge Municchi.

I servizi, realizzati da Adele De Francisci, che affronteranno alcuni aspetti del fenomeno a circa un mese dalla pubblicazione dei dati INAIL di dicembre sulle denunce di infortuni nel 2018, rivelatosi un anno più drammatico di quanto non sembrasse, vedranno dunque protagonisti delle interviste: Lalla ed Emilio Quinti, figli di Leonardo, artigiano di Pozzo della Chiana morto sul lavoro (Arezzo); Stefano Di Bartolomeo, il cui braccio è rimasto schiacciato in una pressa per la lavorazione del pesce (Livorno); Valerio Chiesa maestro pastaio, che ha rischiato di perdere la mano in una macchina spianatrice (Livorno); Nicola Meucci Bandecchi, che lavorando in un cantiere edile si è visto esplosa in faccia una bombola di azoto (Pisa); Patrizia Iacoponi, che ha perso la mano destra in un tritacarne (Pistoia); ed infine sabato, per un bilancio sulla campagna di sensibilizzazione, sarà ospite nell’edizione delle ore 14.00 negli studi della TgR Toscana, il Presidente ANMIL Municchi.

“I dati diffusi dall’INAIL, pur se ancora provvisori, mostrano chiaramente un peggioramento generale in Toscana, inferiore solo a quello della terribile annata del 2015 – commenta il Presidente regionale ANMIL – in quanto si chiude con l’inaccettabile aumento degli incidenti sul lavoro con esito mortale del 12,5%. Un dato questo che si è concretizzato di mese in mese, fino alla cifra di 81 morti sul lavoro, contro i 72 dell’anno precedente: una tragica contabilità di vite umane di quasi una decina di vittime in più stroncate per la mancata sicurezza in ambito lavorativo”.

“Quanto alla pressoché stabile tendenza delle denunce di infortuni totali (-0,2%), insieme alla graduale crescita delle malattie professionali (+2,9%) di cui nessuno parla, come se morire lentamente di lavoro non meritasse considerazione – commenta Municchi -, non possiamo certo sentirci rassicurati da letture statistiche trasversali che minano la presa di coscienza di tutti. Peraltro è ancora più allarmante che tali dati non siano stati scalfiti neppure dal calo della produzione nell’ultimo periodo, il che deve indurre tutti ad una concreta assunzione di responsabilità ciascuno per la propria parte”.  

Siamo dunque contenti di questa sensibilizzazione sociale della TGR Toscana e auspichiamo che a questo tema venga data maggiore attenzione – conclude Municchi – ma siamo consapevoli che non basta per cambiare le cose; per questo aspettiamo che venga dato il via ad un grande patto collaborativo tra istituzioni, imprese e parti sociali, che si concretizzi in un confronto efficace convocando un tavolo di lavoro, come da noi proposto al Ministero del Lavoro e all’INAIL, con l’obiettivo di dimezzare gli infortuni e le morti sul lavoro nell’arco dei prossimi cinque anni”.