Caridà (ANMIL Vibo Valentia): si parla di sicurezza ma si continua a morire di lavoro

Roma, 2 maggio 2024 – «La giornata del primo maggio – spiega il Presidente ANMIL Vibo Valentia Michele Caridà – ci offre l’occasione di riflettere sul lavoro come valore basilare della persona ed elemento fondante della nostra società e, per espresso dettato costituzionale, della nostra Repubblica. In questi anni difficili – aggiunge – riteniamo giunto il momento per riscoprire l’importanza del lavoro quale elemento di crescita non solo professionale della persona, ma come strumento di coesione sociale e di riconoscimento della dignità umana». Al contempo, il primo maggio «diventa anche il momento per ricordare che questi principi spesso rimangano solo parole: ci ritroviamo troppo spesso a stringerci alle famiglie di quanti sul lavoro hanno perso la vita, a tutte le persone che a causa di un incidente devono oggi convivere con una disabilità, a coloro che hanno contratto una dolorosa malattia professionale».
Migliorare la sicurezza sul lavoro, per Caridà, è possibile tramite la formazione, l’informazione, l’impegno delle aziende e dei lavoratori: «Esistono fin dagli anni Settanta delle figure professionali, i cosiddetti responsabili per la sicurezza, che svolgono un ruolo di grande rilevanza. Gli strumenti ci sono però bisogna applicarli nella quotidianità. In tal modo il numero delle morti bianche si ridurrebbe drasticamente». Per l’ANMIL «la formazione offerta sui luoghi di lavoro è essenzialmente burocratica e nozionistica, se non addirittura fatta di carta e di attestati a pagamento. Purtroppo la maggior parte dei formatori alla sicurezza oggigiorno è costituita da tecnici che forniscono nozioni, senza un reale coinvolgimento dei destinatari della formazione. In questa logica, dovrebbe invece imporsi una nuova didattica, quella della testimonianza, capace di scuotere le coscienze, arricchire i programmi formativi previsti dalla legge con il coinvolgimento emozionale, che renderà indelebile nella mente del corsista la formazione e la necessità di focalizzarsi non sulle nozioni, ma sulla consapevolezza della centralità della prevenzione».
Per leggere l’intervista completa, è possibile cliccare qui: Primo maggio, l’Anmil Vibo: «Si discute tanto di sicurezza eppure si continua a morire di lavoro» (ilvibonese.it)