ANMIL: Ancora morti sul lavoro inaccettabili nel bolognese. Dati INAIL rilevano aggravamento incidenti

 

COMUNICATO STAMPA

 

ANMIL: ANCORA MORTI SUL LAVORO ASSURDE E INACCETTABILI NEL BOLOGNESE MENTRE I DATI INAIL RILEVANO UN AGGRAVAMENTO DEGLI INCIDENTI DENUNCIATI

 

Bologna, 10 aprile 2024 – “Siamo addolorati e vicini alle famiglie dei 3 deceduti, dei 4 dispersi e degli 8 operai feriti nel bolognese a seguito dell’esplosione avvenuta ieri, 9 aprile, alla centrale idroelettrica dell’Enel Green Power di Bargi sul lago di Suviana, una delle più potenti dell’Emilia Romagna,”, dichiara il Presidente nazionale ANMIL (Associazione fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro), Zoello Forni.
“A meno di 24 ore da una delle più gravi tragedie che siano accadute sul lavoro negli ultimi anni, è cominciata la gara di parole, vuote e di maggiore effetto, tra i rappresentanti istituzionali e le parti sociali per esprimere la loro reazione davanti a simili disastri. Di fronte a queste tragedie – continua Forni – restiamo sgomenti perché, come categoria che rappresenta 600.000 famiglie, sappiamo bene come tali drammi si ripetano sempre con le stesse modalità e, nel caso specifico, dell’importanza dell’attività svolta da questi lavoratori che, come dei veri e propri eroi, sconosciuti e silenziosi, operano per garantire il funzionamento di servizi necessari per tutta la comunità”.
“Tuttavia – spiega il Presidente – questo ennesimo gravissimo evento ci dà modo di ricordare la gravità degli infortuni lavorativi, spesso neanche citati dalla stampa perché non così clamorosi, un fenomeno che non accenna a diminuire, come rilevato dagli Open Data INAIL, i cui dati evidenziano che in Italia nei soli primi 2 mesi del 2024 le denunce d’infortunio sono state 92.711, aumentando del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2023. Allo stesso modo, le denunce dei casi mortali, sempre nel periodo gennaio-febbraio, sono passate da 87 nel 2023 a 105 nel 2024 (+20,6%)”.
“Anche in Emilia Romagna – afferma il Presidente ANMIL regionale Luca Chiadini – la situazione risulta analoga rispetto al quadro nazionale: nel bimestre gennaio-febbraio 2024 gli infortuni registrati risultano essere 11.820, ovvero ben 577 in più rispetto all’anno scorso, mentre i mortali sono passati da 8 a 9. A tale proposito, non possiamo non sottolineare che questi numeri sono inferiori rispetto alla realtà, poiché non contano circa 2 milioni di lavoratori che mancano all’appello dell’Istituto in quanto assicurati con altri enti, oltre a tutto il lavoro sommerso”.
“Stiamo pregando perché accada un miracolo affinché almeno i 4 dispersi vengano ritrovati salvi, ma per il dolore che investe e devasta le famiglie coinvolte per la perdita di un figlio, di un genitore o di un coniuge, di un fratello o amico, come le nostre, non può essere ripagato neanche con cifre milionarie. Come rappresentanti ANMIL che hanno vissuto sulla propria pelle tali situazioni – conclude Chiadini – comprendiamo appieno quanto a causa di un infortunio la vita può cambiare improvvisamente e, pertanto, siamo pronti a offrire il nostro pieno supporto. Invece, alle Istituzioni diciamo quanto sia necessario fare qualche un esame di coscienza e domanda in più e soprattutto vogliamo domandare: quanti altri ancora dovranno portare addosso dolori e sofferenze inimmaginabili e quanti ancora dovranno morire o rimanere permanentemente segnati dal lavoro con mutilazioni e disabilità?”.