WESO 2022: la crisi del lavoro nel mondo

Roma, 18 gennaio 2022 – Come ogni anno, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) ha pubblicato il Rapporto ‘WESO’ (World Employment and Social Outlook) che rappresenta le tendenze globali e regionali in materia di occupazione e lavoro. In particolare, quest’anno è analizzato l’impatto della pandemia e della ripresa economica sollecitata dagli interventi nazionali sul mercato del lavoro.
La pandemia di Covid-19 ha infatti dominato l’economia mondiale anche nel 2021, impedendo una ripresa piena ed equilibrata dei mercati del lavoro. Di conseguenza, le prospettive sul mercato del lavoro globale sono peggiorate rispetto alle ultime proiezioni dell’OIL: è atteso che, nel 2022, le ore totali lavorate a livello globale rimarranno quasi il 2% al di sotto del livello pre-pandemico, mentre la disoccupazione globale dovrebbe attestarsi a 207 milioni nel 2022, superando di circa 21 milioni il livello del 2019.
La situazione varia a seconda delle regioni del mondo. Le tendenze di crescita occupazionale nei paesi a basso e medio reddito sono rimaste significativamente al di sotto di quelle osservate nelle economie più ricche, principalmente a causa dei bassi tassi di vaccinazione e delle esigue risorse fiscali nei paesi in via di sviluppo. Tuttavia, anche nelle regioni più sviluppate, come l’Europa, rimane incertezza sul ritorno ai livelli pre-pandemici anche nel 2023, mentre il lento incremento dell’occupazione e delle ore lavorate non si è tradotto in aumenti reddituali.
Oltre alla crisi occupazionale, pesano anche le incertezze sulle condizioni di lavoro. La pandemia ha infatti indotto cambiamenti che potrebbero diventare strutturali: l’incertezza sull’orario di lavoro e sulla stabilità occupazionale, l’incremento delle disuguaglianze di genere e del divario digitale tra lavoratori, l’utilizzo di forme di lavoro informali e del lavoro temporaneo rappresentano fattori che mettono a rischio la qualità delle condizioni di lavoro in tutto il mondo.

Per approfondire: WESO_2022

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