Roma, 13 settembre 2021 – Sono tre le vittime di infortuni sul lavoro di questo fine settimana. Venerdì pomeriggio un operaio di 39 anni, originario di Gravina di Puglia è rimasto schiacciato da materiale laterizio che gli è caduto addosso mentre stava lavorando in un’azienda di Genzano di Lucania (Potenza). Trasportato con un’eliambulanza all’ospedale San Carlo di Potenza, l’uomo è morto poco dopo.
Non c’è stato nulla da fare neanche per Francesco Cirillo, l’operaio di 50 anni, rimasto coinvolto in un incidente in cantiere lo scorso giovedì a Molino di Sant’Antimo, frazione di Sant’Agata Feltria in Alta Valmarecchia, nel Riminese. L’uomo, di origine campana, è morto dopo tre giorni all’ospedale ‘Bufalini’ di Cesena dove era stato portato con l’elisoccorso.
Ieri, un ragazzo di 33 anni è morto schiacciato da un albero che stava tagliando in un agriturismo di Ghizzano (Pisa). Per l’uomo, di origini straniere, non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i carabinieri e la medicina del lavoro dell’Asl per accertare la dinamica dell’incidente.
Sabato, un operaio della ditta Semat Service, a Taranto, durante le attività di pulizie industriali nella palazzina fanghi dell’Acciaieria 1 dello stabilimento siderurgico Acciaierie d’Italia (ex Ilva), è stato investito da un violento getto di acqua ad alta pressione proveniente dalla macchina idropulitrice Ptc che gli ha provocato una lacerazione all’inguine. Il lavoratore, secondo quanto scrive il sindacato Uilm, “è stato trasportato in ospedale e sottoposto a intervento chirurgico”. Pare che l’operaio fosse assunto da circa un mese e inquadrato con il contratto Multiservizi.
Sempre sabato, un addetto di un’impresa di pulizie è rimasto impigliato in un nastro trasportatore in uno stabilimento a Livorno. Alcune persone presenti sono riuscite ad effettuare un primo soccorso ma l’uomo tuttavia è rimasto bloccato sotto il macchinario. È stato necessario far intervenire i vigili del fuoco che hanno dovuto rimuovere alcune grosse griglie per estrarre il lavoratore, poi affidato al medico del 118, che l’ha ricoverato in ospedale.