Caso Umbria Olii, richiesto risarcimento alle famiglie

Roma, 1 febbraio 2024 – Il 25 novembre del 2006 perse la vita Giuseppe Coletti nell’incendio avvenuto presso l’azienda Umbria Olii di Spoleto assieme al datore di lavoro e altri due colleghi. Vennero investiti da una violentissima esplosione di un silos su cui stavano montando delle passerelle. La triste vicenda, solleva un aspetto paradossale oltre a quello drammatico, recentemente è stata presentata in Cassazione una richiesta di risarcimento nei confronti delle famiglie delle vittime e dell’unico sopravvissuto Klaudio Demiri, da parte dei proprietari della Umbria Olii. Il racconto angoscioso della sorella di Giuseppe, a cui sono state recapitate le 68 pagine di richiesta di risarcimento, nella quale racconta il dolore di aver perso un proprio caro e l’incredulità dovuta all’ipotesi di dover risarcire l’azienda nella quale è avvenuto l’incidente. Lorena Coletti rivive l’incubo che perseguita la sua famiglia da 18 anni, ricordando quel 25 novembre 2006: “Quella mattina mio fratello era andato a lavorare per non rinunciare a 16 euro di indennità di trasferta. Adesso ci chiedono ancora una volta milioni di euro di risarcimento per i danni causati dall’esplosione in cui lui e altre tre persone sono rimaste uccise. Siamo dentro un incubo che non finisce, mi chiedo invece che valore abbia la vita di quattro persone”.

I proprietari dell’azienda Umbria Olii, si sono rivolti all’ultimo grado di giudizio per poter ottenere il risarcimento di 30 milioni e 316mila euro, richiesta respinta precedentemente due volte in sede civile. L’atto è stato notificato a Klaudio Demiri, sopravvissuto all’esplosione perché a bordo di una gru e ai familiari di Maurizio Manili, allora titolare della ditta che svolgeva gli interventi nello stabilimento di Spoleto, e dei tre operai Tullio Mottini, Vladimr Todhe e appunto Giuseppe Coletti.

Precedentemente a queste richieste, il caso giudiziario si era concluso dopo 11 lunghi e estenuanti anni, vedendo la condanna in via definitiva a 4 anni, 9 mesi per Giorgio Del Papa, titolare della Umbria Olii e individuando la ditta Manili come corresponsabile per un terzo dell’incidente. Sembrerebbe che proprio questo specifico elemento della sentenza penale abbia fatto leva alla richiesta di risarcimento da parte del titolare dell’azienda Umbri Olii per una serie di danni causati dall’esplosione.

Il resoconto di Lorena Coletti prosegue nel dispiacere e nell’incredulità dei fatti più recenti: “Mi chiedo con quale cuore continuino a chiederci questi soldi. Questa richiesta ci suscita tantissima rabbia e sconforto. Se potessi parlare coni titolari della Umbria Olii, che adesso stanno in America, gli direi che è inammissibile che dopo quasi 18 anni cerchino ancora di dare la colpa a queste quattro persone. Non capisco perché non lascino in pace questi poveri morti. Vorrei allora sapere quanto vale la vita di quattro persone, uscite di casa e morte sul lavoro. Mi chiedo cosa dovrebbero dire i quattro orfani che all’epoca dell’incidente erano minorenni”.

L’appello della donna è dunque rivolto alle pubbliche istituzioni, offrendosi come portavoce delle famiglie delle vittime, affinchè questa situazione possa concludersi il più velocemente possibile e rispettando se non altro, il dolore di chi da quel giorno ha smesso di vivere: “Chiedo prima di tutto che ci lascino in pace, che liberino da queste richieste chi ha perso un padre, un marito, fratello o un figlio in quel disastro. E chiedo a tutte le istituzioni che non ci abbandonino, che non ci lascino soli, in questo accanimento contro i superstiti di quattro operai che hanno perso la vita per portare a casa lo stipendio”.