Vaccino Covid, Guariniello: “Sul lavoro regole chiare”

18 gennaio 2021 – Datori di lavoro e medici hanno dei doveri rispetto alla vaccinazione anti Covid sui dipendenti. A sostenerlo è Raffaele Guariniello, ex-magistrato, ed esperto di temi sulla sicurezza sul lavoro che aggiunge per capirlo “basta seguire leggi che già ci sono”. In un articolo su Ipsoa.it, interviene per rovesciare le tesi degli scettici: “Il legislatore europeo e il legislatore italiano – scrive – sono alleati nel collocare il Covid-19 tra i rischi che i datori di lavoro sono tenuti a valutare e a prevenire”.
I riferimenti normativi principali sono il testo unico del 2008 e una direttiva Ue del 3 giugno 2020 recepita dall’Italia in sede di conversione di due decreti legge ma che “molti sembrano trascurare”.
Ci sono quindi obblighi per tutti. Le aziende devono mettere i vaccini a disposizione dei lavoratori considerati “non immuni”. In caso di dipendenti No Vax la palla passa ai medici, che “ben difficilmente” potranno dare un giudizio di idoneità al servizio. La conseguenza, inevitabile, sarà l’allontanamento temporaneo e, dove possibile, l’assegnazione ad altri incarichi. A loro volta, ai datori di lavoro tocca vigilare sull’operato dei medici.
Un altro magistrato, Giorgio Vitari, che fu collega di Guariniello all’epoca della procura presso la pretura di Torino, oggi – in un incontro on line promosso da Azione – ha toccato un nervo scoperto della questione vaccini: “La Costituzione è chiara. Nessuno può essere sottoposto a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge. Provvedimenti di questo tipo ne esistono già: si pensi all’obbligo di certe misure per alcune categorie di lavoro. Ma per estendere l’obbligo serve una legge dello Stato, cosa non facilissima da ottenere”.