Utilizzo dei DPI e gli effetti delle temperature estive

Roma, 13 luglio 2020 – È possibile conciliare i disagi causati dal clima caldo della stagione estiva con l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale necessari per evitare la diffusione dei contagi da nuovo coronavirus? Uno studio dell’Istituto di Bioeconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Firenze e pubblicato sulla rivista Science of the total environment si è concentrato sulla possibilità di integrare l’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI) e la gestione degli effetti spiacevoli provocati dalle alte temperature. Nato nell’ambito del progetto Heat-shield, la ricerca analizza l’interazione tra le misure adottate per contrastare la diffusione del COVID 19, come l’utilizzo di mascherine e di guanti in plastica e in lattice e la gestione del caldo. Si tratta di un importante strumento che fornisce una misurazione personalizzata dello “stress da caldo” integrata “con consigli comportamentali” sulla base delle caratteristiche ambientali, fisiche, dell’attività svolta, dell’abbigliamento e delle protezioni indossate. Una versione più avanzata del dispositivo sarà realizzata nell’ambito del progetto italiano Worklimate che ha preso il via il 15 giugno coordinato dal CNR e finanziato dall’INAIL. L’iniziativa si pone l’obiettivo di migliorare il sistema di allerta da caldo personalizzato attraverso l’analisi di casi studio in vari ambiti occupazionali sia con una migliore gestione dello spazio e del tempo, sia tenendo in considerazione l’utilizzo degli strumenti di protezione individuale. Marco Morabito del CNR-IBE dichiara che guanti e mascherine non sono nati per un utilizzo massivo e prolungato all’aperto in particolare all’esposizione ai raggi solari e non sono testati dal punto di vista microclimatico e del potenziale impatto sulla percezione del disagio termico. “Il sistema di allerta caldo personalizzato per i lavoratori” aggiunge “è uno strumento già disponibile on line sulla piattaforma del progetto Heat-shield che permette sulla base delle caratteristiche fisiche, del tipo di attività, del vestiario indossato e dell’ambiente di esposizione, di prevedere un rischio da caldo individuale integrato con suggerimenti per contrastare la situazione, come idratazione e pause di lavoro”. Si tratta di informazioni utili per salvaguardare la salute dei lavoratori e assicurare la produttività di diverse aree professionali.

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