Seminario sul lavoro marittimo al femminile a Rotterdam

21 giugno 2023 – Il 22 e 23 giugno, nella cornice del PortCityFuture Centre dell’Università di Delf-Rotterdam, l’Assessora al Porto del Comune di Livorno Barbara Bonciani terrà un seminario sull’esperienza avviata dal progetto “Il porto delle donne. Le donne nel settore portuale e marittimo, perché no?”. Un approfondimento inedito sul tema del lavoro femminile nel comparto marittimo e portuale. Per l’occasione sarà esposta, nella sede del Maritime Museum di Rotterdam, Zeemeew ship, parte della mostra fotografica sul lavoro portuale e marittimo già esposta a Livorno contenente alcune delle fotografie di lavoratrici del porto di Livorno scattate dalla fotografa Elena Cappanera e alcuni video realizzati nell’ambito del progetto. 
“Sono onorata di poter portare l’esperienza di Livorno a Rotterdam”, ha dichiarato l’Assessora Bonciani, “e di poter rappresentare il contributo che la città labronica, nell’ambito delle politiche di integrazione città-porto ha voluto dare al percorso importante e significativo già avviato dall’allora Ministro Enrico Giovannini insieme ad Assoporti sulle politiche di genere in ambito portuale. Sono convinta che la responsabilità sociale dei porti richiamata dal Codice Espo sull’integrazione sociale dei porti già nel 2010 non possa che passare da un impegno congiunto delle Istituzioni e del cluster portuale e marittimo finalizzato a migliorare la presenza delle donne nei due comparti. Per far questo è importante fare rete a livello locale, nazionale e europeo per rappresentare in modo realistico i mestieri afferenti al mondo portuale e marittimo, i cambiamenti intervenuti nel lavoro grazie all’ingresso dell’innovazione tecnologica e le opportunità che si sono aperte ormai da anni anche per le donne in settori nati maschili. Seguendo i dati Unctad oggi a livello internazionale le donne rappresentano solo il 18% della forza lavoro complessiva nei porti e in Italia questo dato si abbassa all’8% . Nel comparto marittimo, le donne imbarcate invece non raggiungono il 2% della forza lavoro complessiva. Segno questo che c’è ancora molto da fare per offrire pari e eguali opportunità alle generazioni future nell’accesso al lavoro”, ha concluso.