Un mese dalla Strage di Suviana, il dolore dei familiari

Roma, 9 maggio 2024 – “Noi familiari delle vittime del disastro alla centrale di Bargi da quasi un mese ci troviamo a vivere situazioni che nessuno aveva previsto e che molti di noi non avevano mai sperimentato sulla propria pelle. Abbiamo nella mente tante domande a cui non troviamo risposta”. A dichiararlo è don Leonardo Scandellari, parroco della chiesa di San Prosdocimo a Padova e fratello di Adriano Scandellari, una delle sette vittime della strage della centrale di Bargi sul lago di Suviana.
“La morte dei nostri cari ci ha anche messi di fronte a questioni inattese, alcune di esse esigono decisioni certe, precise, rapide, ed è proprio quello che fatichiamo a dare in questi giorni. Vorremmo più tempo per riflettere, interiorizzare e ricordare nel dialogo oppure in silenzio, ma spesso questo tempo non c’è. Anche le parole escono con fatica, persino quando sono gli amici a chiedere qualcosa. Abbiamo perduto fratelli, sposi, papà, figli, amici”. Scandellari ha parlato dal sagrato della basilica di San Petronio, in piazza Maggiore a Bologna, durante la cerimonia della benedizione della Madonna di San Luca alla città, che quest’anno è stata anche l’occasione per ricordare le vittime del disastro del 9 aprile.
Il parroco ha ringraziato chi si è impegnato nei soccorsi e nell’assistenza ai familiari, la città di Bologna, l’arcidiocesi e le comunità del Bolognese. “Non vogliamo dimenticare nemmeno quanti attualmente sono impegnati a far luce su quanto successo e quelli che si sono attivati per assistere le nostre famiglie nelle difficoltà inattese che si sono create”, sottolinea Scandellari, ricordando anche i feriti. Alla cerimonia hanno partecipato otto familiari di tre vittime: la figliastra di Paolo Casiraghi, la moglie, i fratelli e le figlie di Adriano Scandellari e la moglie di Mario Pisani, accompagnata da sua cugina. Domani alla centrale di Bargi, a un mese dalla strage, si terrà un momento di ricordo dei dipendenti di Enel Green Power.