Uber, venti riders chiedono di costituirsi parti civili

Roma, 18 ottobre 2021 – Altri 20 riders hanno chiesto di costituirsi come parti civili, per gli eventuali risarcimenti danni, oltre ai 44 già entrati, nel processo milanese a carico della manager di Uber (sospesa) Gloria Bresciani accusata di caporalato a seguito dell’inchiesta del pm Paolo Storari, che aveva portato pure al commissariamento, il 29 maggio del 2020, della filiale italiana dell’azienda di servizio di trasporto automobilistico privato, revocato lo scorso marzo dai giudici della Sezione misure di prevenzione dopo il riconoscimento del percorso “virtuoso” intrapreso dalla società.
Inoltre, come hanno chiarito i legali dei fattorini, tra cui l’avvocato Giulia Druetta, davanti al giudice della nona penale Mariolina Panasiti, arriveranno altre richieste di costituzione da parte di altri riders, anche perché, come avvenuto già nel caso degli ultimi 20, la notizia della sentenza di venerdì scorso, con la condanna di un responsabile di una società di intermediazione e con risarcimenti da 10mila euro l’uno per 44 rider, “ha raggiunto altri lavoratori che non sapevano dell’esistenza dell’indagine e che si stanno facendo avanti”.
Come emerso dall’inchiesta del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Gdf milanese, i lavoratori venivano “pagati a cottimo 3 euro”, “derubati” delle mance e “puniti” con decurtazione dei compensi se non stavano alle regole.
Il processo è stato aggiornato al 17 dicembre, quando le parti discuteranno delle nuove richieste di costituzione come parti civili.

 

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