Roma, 14 maggio 2020 – Dal 18 maggio, seguendo le regole degli esperti del Comitato tecnico scientifico del governo, potranno ripartire le attività (ad esclusione ad esempio dei centri sportivi e delle palestre che dovranno attendere presumibilmente il 25 maggio). Queste le linee guida del governo per la Fase 2 sono pronte e sono state inviate ufficialmente alle Regioni. “Si tratta di indicazioni che il governo dà per una tutela rigorosa ed esclusiva sul lavoro”, dice il ministro delle Autonomie Francesco Boccia in Parlamento ribadendo però la necessità di muoversi con la massima cautela: l’Italia “è un malato in condizioni migliori di prima. Ma è pur sempre un malato, che non può permettersi ricadute”.
Lunedì ci sarà dunque il primo banco di prova per il secondo step della Fase 2, anche se le difficoltà già si intravedono: i documenti tecnici riguardanti negozi, bar, ristoranti, spiagge, estetisti e parrucchieri fissano paletti molto stringenti. Questi ultimi, ad esempio, potranno essere aperti anche domenica e lunedì, dovranno allestire degli spazi all’aperto per far attendere i clienti e distanziare le postazioni di due metri.
Boccia ribadisce però che proprio quelle regole sono l’unica alternativa al #lockdown. “Dobbiamo abituarci all’idea che nella seconda fase, ripartendo il lavoro, il rischio” di nuovi contagi si sposterà “nei luoghi di lavoro. E noi dobbiamo evitarlo con tutte le forze”.
Il bollettino quotidiano della Protezione Civile indica un leggero aumento dell’incremento delle vittime (195 in 24 ore mentre martedì erano 172) ma per la prima volta dall’inizio dell’emergenza il totale dei dimessi e dei guariti (112.541) supera il 50% dei casi totali, che sono 222.104. Non solo: tutta l’Italia, con l’eccezione del Molise, fa segnare una diminuzione del totale degli attualmente positivi, con il calo più marcato in Piemonte (-639), Lombardia (-643) ed Emilia Romagna (-299), vale a dire le tre regioni più colpite dal #virus.

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