22 dicembre 2020 – Trentaquattro associazioni per la lotta ai tumori hanno premiato il    presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, con il ‘Cancer Policy Award 2020’: un riconoscimento, si legge nella motivazione, “per la qualità e l’attenzione nel suo impegno a migliorare il processo di presa in carico dei pazienti oncologici”. Da quando è stata istituita la Rete oncologica pugliese (Rop), circa tre anni fa, è migliorata la capacità di offerta delle strutture regionali per le cinque patologie principali: gli interventi per il tumore al polmone sono aumentati del 35%, +16% per la prostata, +11% per il seno, +8% per il colon-retto, +4% per l’utero. ‘Cancer Policy Award’ è un riconoscimento onorario conferito dal progetto a politici che si sono distinti in relazione alla difesa dei diritti dei pazienti oncologici e onco-ematologici, e alla loro presa in carico da parte degli ospedali. Quest’anno il riconoscimento è stato conferito a Emiliano per due provvedimenti adottati lo scorso luglio: le delibere di Giunta ‘1103’ e ‘1104’, con cui sono state istituite cinque sotto-reti di patologia con i relativi percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali. Si tratta dei network di presa in carico dei pazienti con diagnosi di tumore a seno, colon-retto, utero, polmone e prostata, che rappresentano oltre il 50% (più di 11.000) di tutte le nuove diagnosi annue di tumore in Puglia. “Mi onora e mi impegna ulteriormente per il futuro il gradimento della nostra azione da parte delle associazioni di malati che meglio di chiunque altro possono valutare il nostro sistema sanitario”, commenta Emiliano. “È una grande soddisfazione per la nostra Regione – aggiunge Pierluigi Lopalco, assessore regionale alla Sanità – ricevere questo prestigioso riconoscimento per l’attività di prevenzione e cura del cancro. Continuiamo con decisione su questo percorso”. Per Giovanni Gorgoni, direttore generale AReSS Puglia, che ha ritirato il premio per conto di Michele Emiliano, “finora è stata strategica la partecipazione progettuale di moltissimi professionisti e anche una sorprendente predisposizione degli stessi all’innovazione organizzativa e tecnologica”.