Treu, Cnel: tasso di irregolarità nel lavoro sopra al 50%

Roma, 20 settembre 2021 – “I controlli dell’ispettorato e le segnalazioni dei rappresentanti per la sicurezza fanno veramente vedere la gravità del fenomeno del sommerso nel mondo del lavoro”. Così il Presidente del Cnel Tiziano Treu, ascoltato in audizione dalla Commissione di Inchiesta sulle condizioni di lavoro del Senato.  “Sono rimasto colpito che la media dell’irregolarità accertata nel mondo del lavoro è sopra al 50%”. Treu ha sottolineato che si riscontrano punte del 73% nel mondo degli alloggi e della ristorazione e il 71% nella logistica. Poi c’è un “settore misto, con attività artistiche sportive e di intrattenimento che ha un tasso di irregolarità oltre il 60%” e questo, “stupisce perché evidentemente è un settore diversificato e così disperso da sfuggire ai controlli”.
Nella memoria depositata dal Cnel si ricorda che nel 2020 sono stati identificati 22.266 lavoratori in nero e si è registrata una media di lavoratori irregolari cresciuta al 4,4% (nel 2019 il tasso era del 3,6%). Inoltre, ci sono stati 15.857 recuperi previdenziali (a fronte dei 12.485 nel 2019), mentre il tasso di irregolarità per le aziende è rimasto al 70%. I dati hanno evidenziato che lo scoro anno circa 62.000 individui sono stati interessati da lavoro nero e irregolare, caporalato, forme di evasione fiscale e truffe contributive, gravi violazioni in materia di salute e sicurezza.
Sul tema della prevenzione il Presidente Treu sottolinea che “Il Testo Unico 81 è stato un buon provvedimento, ma ora occorre concentrarci sui nuovi rischi e analizzare situazioni prima sconosciute”. “Le macchine si sostituiscono sempre più spesso all’uomo anche nella gestione manageriale e questo è un elemento a cui si deve adattare anche la prevenzione”. Fondamentale resta l’azione di vigilanza ed è pertanto urgente “potenziare l’Ispettorato e armonizzare le competenze tra gli organismi competenti ai controlli”.