Torre piloti, colpevole il ritardo dell’equipaggio

Sono state depositate, oggi 18 aprile, le motivazioni della sentenza di secondo grado che ha assolto il pilota del porto di Genova Antonio Anfossi (4 anni e 2 mesi in primo grado) e il Comandante d’Armamento Giampaolo Olmetti oltre alla parziale conferma della condanna per gli altri imputati nel processo sul crollo della torre piloti che venne abbattuta da una nave il 7 maggio del 2013. Secondo i giudici, infatti, l’incidente è stato in gran parte causato dal ritardo con cui l’equipaggio ha preso coscienza della mancata partenza del motore.
I giudici avevano ridotto la condanna al comandante della Jolly Nero Roberto Paoloni (da 10 anni e 4 mesi a 9 anni e 11 mesi). In primo grado il primo ufficiale della nave cargo Lorenzo Repetto era stato condannato a 8 anni e 6 mesi (pena confermata) e a 7 anni il direttore di macchina Franco Giammoro (confermata).
Secondo i giudici d’appello, Paoloni “non adottò le misure corrette dopo avere preso atto che il contagiri non funzionava, sbagliò la procedura di riavvio, diede in ritardo l’ordine di fondo alle ancore”. Il pilota del porto Anfossi, invece, “fu rassicurato dal comandante che tutti gli strumenti funzionavano e non messo al corrente di quanto stava succedendo. Anzi, nonostante la carenza delle informazioni, non appena si rese conto che l’ abbrivio indietro della nave non diminuiva diede i suggerimenti giusti delle manovre da fare a Paoloni”. Per la compagnia Messina, responsabile amministrativa al pagamento di 1 milione e 500 mila euro, è stato comunicato che “la società non ha attuato un modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo a evitare i reati commessi con violazione delle norme di prevenzione”.