Roma, 26 marzo 2021 – Nelle riflessioni sul Covid spunta un tema importante, l’aiuto delle banche dati e della rete web. A partire dalla telemedicina, per esempio, che andrebbe messa a sistema con l’inserimento nei Livelli essenziali di Assistenza (Lea). “Queste prestazioni devono essere garantite in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale”, ha sottolineato Domenico Mantoan, direttore generale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), intervenuto al webinar “Telemedicina, prospettive e sviluppo. Al centro, sempre la persona”, organizzato da Kos Academy, struttura che opera nel settore riabilitativo, psichiatrico e dell’assistenza agli anziani.
La telemedicina è finalmente ora al centro del dibattito tra tecnici, clinici ed amministratori. Il tema, ha ricordato Mantoan, “aleggiava da molti anni e la pandemia è riuscita ad accelerarne l’utilizzo, perché, visto il maggior rischio di contagio, il paziente non poteva più andare con la stessa facilità a farsi visitare presso le strutture sanitarie”. Ora però, ha sottolineato, “ci sono da definire degli standard tecnici affinché le prestazioni a distanza siano corrette e le prestazioni devono corrispondere a precise tariffe”. Ad oggi la telemedicina viene usata in determinati contesti, spesso a macchia di leopardo. Affinché le prestazioni sanitarie a distanza siano inserite nei Lea, ha sottolineato il Dg Agenas, “è necessaria una valutazione multidisciplinare della tecnologia sanitaria (Hta) che ne confronti aspetti tecnici, economici, sanitari e di sicurezza”. La tavola rotonda di oggi mira a far incontrare esperienze diverse per sostenere il processo di sviluppo ed innovazione. “La velocità dell’innovazione dei sistema sanitari – ha concluso Mantoan – è in crescita e la sfida di ogni sistema sanitario deve essere quello di anticipare il cambiamento e gestire l’impatto, in modo finanziariamente sostenibile”.