Roma, 12 novembre 2021 – Un esposto alla procura della Repubblica di Taranto per verificare se c’è la reiterazione di un disastro ambientale provocato dall’ex Ilva di Taranto. Secondo Europa Verde, che ha firmato l’atto ancora da depositare,  le indagini epidemiologiche e le analisi degli inquinanti degli ultimi anni e i decessi che vi sono stati “testimoniano la necessità di un’attenzione da parte della magistratura”. Oggi stesso il co-portavoce nazionale di Europa Verde, Angelo Bonelli è stato a Taranto per un flash mob in piazza della Vittoria in coincidenza con la chiusura della Cop26 di Glasgow. “Dopo il 20212 ha aggiunto – le indagini epidemiologiche dimostrano che mortalità sta producendo drammaticamente i suoi effetti in questa città e gli sforamenti sono persistenti. Guardiamo anche con grande perplessità a questo gioco che si sta facendo in questa città con le proposte di idrogeno verde, ma le questioni stanno a zero. Gli esperimenti di idrogeno verde non ce ne sono nel mondo”. Si sta “tentando – ha osservato l’esponente di Europa Verde – in Svezia ma con una produzione di mezzo milione di tonnellate annue di acciaio. È evidente, da questo punto di vista, che nessuno ha il coraggio di dire quanto costerebbe a tonnellata d’acciaio prodotta in questa modalità. È un modo per alzare una cortina fumogena e non affrontare il tema della riconversione industriale, come accaduto in Europa a Pittsburgh e Bilbao, ad esempio”. Secondo Bonelli, “c’è una grande responsabilità di chi, dal 2012, non ha fatto nulla non solo per avviare le bonifiche ma per dare una prospettiva diversa dal punto di vista occupazionale e ambientale alla città di Taranto”.