Roma, 10 dicembre 2020 – Al personale sanitario di Taranto sarebbero state destinate tute protettive per l’emergenza Covid contraffatte con un’etichetta che riporta il codice 3-B/4-B per protezione dal rischio biologico sovrapposta a quella originale con il codice 5-B/6-B, che garantiscono solo la protezione dalle polveri e sono tipicamente usate in agricoltura. E’ quanto viene denunciato in un esposto presentato alla Procura di Taranto dal sindacato Anaao Assomed, tramite il segretario aziendale Giancarlo Donnola, che ha spiegato i fatti in un servizio trasmesso ieri sera nel corso della trasmissione ‘Fuori dal coro’ su Rete4. All’esposto, a quanto si è appreso, ha aderito anche il sindacato Fvm (Federazione Veterinari e Medici).
Donnola ha precisato nel servizio televisivo che “i colleghi del 118 che fanno parte dell’Anaao hanno ricevuto tute con etichette sovrapposte e la scoperta è stata fatta per un difetto di taroccamento, se vogliamo dire così. L’etichetta sulla difesa dal rischio biologico è stata sovrapposta a quella originale, ma non interamente”.
Ad aprile scorso, secondo quanto sostenuto nell’inchiesta di ‘Fuori dal coro’, sarebbe stato presentato un esposto alla Procura, sempre inerente le tute protettive, da parte di un dipendente del 118. “Alla magistratura – ha detto Donnola – poniamo questo quesito: sono tute per uso chimico o uso industriale spacciate per uso biologico? Si tratta di tute che portano medici e infermieri quando vanno a prelevare i pazienti e dovrebbero servire a garantire non solo al dipendente di non prendersi un contagio da Covid, ma anche ai pazienti che vengono trattati dopo di non essere contaminati a loro volta”.