Sicurezza tra i banchi di scuola: studenti in piazza per Lorenzo

26 gennaio 2022 – La morte del giovane Lorenzo Parelli (clicca qui per leggere l’appello di ANMIL) ha scatenato un’ondata di protesta nelle piazze che continua a vedere protagonisti decisi molti studenti di tutta Italia.
“Di scuola lavoro non si può morire”, cosi citava ieri l’altro uno striscione srotolato di fronte all’Ufficio scolastico regionale di Cagliari; “Noi senza diritti né sicurezza” gridava il sit-in di domenica scorsa davanti al Pantheon a Roma cosi come le assemblee dei collettivi studenteschi di Napoli; “Conoscenze e non competenze” altri ancora scrivevano ad Aosta in Piazza Chanoux. 
Gli studenti italiani, sicuramente provati da due anni segnati da ritardi, incertezze, lezioni, lauree ed esami in remoto, che già protestavano per la riapertura delle scuole in piena quarta ondata occupando Licei ed Istituti di tutta Italia, dallo scorso venerdì hanno dato un’ulteriore, nuova, chiave di lettura alle proteste già avviate. Lo svolgimento dell’alternanza scuola-lavoro, oggi Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento), è in Italia una condizione obbligatoria per accedere alla Maturità, anche se in diverse modulazioni di impegno dello studente durante il triennio superiore: 210 ore totali per gli istituti professionali, 150 per i tecnici e 90 per i licei. 
“Non possiamo parlare di incidente quando gli studenti vengono messi a lavorare nello stesso identico contesto in cui muoiono quattro lavoratori ogni giorno” dichiara il coordinatore nazionale dell’Unione degli studenti Luca Redolfi.
“Quanto accaduto è drammatico non solo per l’età del ragazzo ma anche perché fotografa una realtà di disattenzione, di imprudenza, questi ragazzi non possono essere inseriti in un’attività lavorativa senza tutte le norme in materia di sicurezza” dichiara il Direttore Capo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro Bruno Giordano, che prosegue “anzi, a maggior ragione devono essere tutelati perché non conoscono quell’ambiente, sono nuovi, sono ospiti per poche settimane. L’affidamento di queste persone a un tutor è ancora più fondamentale e necessario. La provvisorietà della presenza in un luogo di lavoro non rende quelle persone meno tutelate, anzi, dovrebbe accadere il contrario”.

Radio ANMIL Network dedicherà domani, 27 gennaio, una puntata speciale di un’ora e mezza – dalle ore 11.30 alle ore 13.00 – al tragico evento di Luzacco con testimonianze di esperti in sicurezza, professori e studenti. Appuntamento sulla Pagina Facebook dell’Associazione (clicca qui) e sul canale Youtube (clicca qui)

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