“Imprese nate dal nulla che ignorano la sicurezza”

Roma, 20 dicembre 2021  – “Imprese nate dal nulla, non in grado di far fronte alle minime prescrizioni normative sulla sicurezza”. Tra i tanti aspetti “oscuri” del bonus edilizia c’è sicuramente quello messo in evidenza da Gabriele Buia, presidente dell’Ance, l’associazione nazionale delle imprese edili, intervenuto sulla stampa per commentare la strage di via Genova a Torino. Si tratta di incentivi che hanno garantito una forte ripresa dell’attività del settore (i dati Enea di novembre parlano di 57 mila lavori certificati e 10 miliardi di investimenti portati a detrazione), trainata in particolare dal bonus del 110%, ma anche un aumento esponenziale degli incidenti. Nei primi 10 mesi del 2021 le denunce all’Inail per infortuni nel comparto “costruzioni” sono state 24.049 contro le 20.703 dello stesso periodo del 2020 (dunque +14%), mentre le morti sono passate da 94 a 98. Al secondo secondo posto dei decessi c’è il “trasporto e magazzinaggio” con 81 casi, mentre per le denunce di incidente solo “sanità e assistenza sociale”, ovviamente per l’emergenza Covid, ne registrano di più (32.755), insieme a “riparazione autoveicoli e motocicli” (24.851). «Oltre nove imprese edili su dieci controllate sono irregolari», sottolinea il capo dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Bruno Giordano. Inoltre va sottolineato il dato anagrafico delle vittime, che sono soprattutto over 60, età problematica per chi si arrampica sui ponteggi. Questo perché la tradizionale discontinuità contributiva dei lavoratori del settore e il consistente peso del nero rendono sempre più lontana nel tempo la possibilità di andare in pensione o, in alternativa, producono assegni previdenziali talmente bassi da costringere gli “operai-pensionati” a lavorare ancora.