Solidarietà dal Capo dello Stato per i medici morti in corsia

Roma, 20 maggio 2020 – Morti sul lavoro che sconvolgono le vite in media di tre famiglie al giorno. Stavolta è proprio il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, sempre sensibile a questa piaga sociale, a non potersi esimere dal chiamare al telefono la figlia del medico di Montirone, nel bresciano, Salvatore Ingiulla, morto a 61 anni per il #Covid-19, dopo che la donna gli aveva lasciato un messaggio sul sito del Quirinale. Uno sfogo con le lacrime agli occhi quello della donna: “scritto alle due di notte di venerdì scorso in uno dei tanti momenti di pianto che dal 6 aprile vivo quotidianamente”, spiega Elena Ingiulla.
Salvatore Ingiulla prestava servizio nelle carceri di Verziano e Canton Mombello ed è stato ucciso dal #coronavirus dopo alcune settimane in ospedale. Pensava di farcela, anche quando lo avevano trasferito in terapia intensiva: Disse “non ti preoccupare – ricorda la figlia -, vedrai che ce la faccio”.
Invece Elena e gli altri due figli non lo hanno più sentito né visto.
“Sembrerà una cosa strana ma mi sono sfogata scrivendo a Mattarella. Avevo a disposizione 500 caratteri… e ho provato ad esprimere quello che mio padre rappresentava per me: ovvero tutto”. Dal Quirinale, dice, è partita una telefonata “carica di affetto: ho sentito una voce sincera, di una persona che ha parlato a cuore aperto. Senza far pesare minimamente il suo ruolo. Mai mi sarei aspettata un gesto così”.

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