Smart Working: siglato il Protocollo Nazionale

Roma, 10 dicembre 2021 – È dei giorni scorsi la notizia che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e le Parti sociali hanno sottoscritto un Protocollo Nazionale sul lavoro in modalità agile nel settore privato.
Il Protocollo – dichiara il Ministro Andrea Orlando – fissa il quadro di riferimento per la definizione dello svolgimento del lavoro in smart working, individuando le linee di indirizzo per la contrattazione collettiva nazionale, aziendale e territoriale, nel rispetto della disciplina legale (L. 22 maggio 2017, n. 81) e degli accordi collettivi in essere, e affidando alla contrattazione collettiva quanto necessario all’attuazione nei diversi e specifici contesti produttivi”.
Le aziende che vorranno continuare ad usare il lavoro agile anche al di fuori della fase emergenziale per la pandemia da Covid, dunque, ora hanno linee guida alle quali attenersi in attesa dei contratti.
I punti centrali sono il diritto alla disconnessione, l’organizzazione del lavoro senza un preciso orario, i diritti sindacali da remoto, gli strumenti di lavoro forniti dal datore di lavoro, le garanzie di sicurezza, la parità di trattamento salariale, la parità tra i generi, la formazione anche in presenza. Ma anche incentivi pubblici e misure di semplificazione.
Nel protocollo si specifica che l’adesione al lavoro agile è «volontaria e subordinata alla sottoscrizione di un accordo individuale». Viene precisato, altresì, che l’eventuale rifiuto dello smart working non comporta né licenziamento né sanzioni per il lavoratore. La durata dell’accordo può essere a termine o indeterminata e si può recedere per «giustificato motivo».
Le Parti sociali si impegnano a facilitare l’accesso al lavoro agile per i lavoratori in condizioni di fragilità e di disabilità, anche nella prospettiva di utilizzare tale modalità di lavoro come misura di accomodamento ragionevole.
In tema di salute e sicurezza sul lavoro, il Protocollo stabilisce che ai lavoratori agili trova applicazione la disciplina di cui agli artt. 18, 22 e 23 della L. n. 81/2017, nonché il rispetto degli obblighi di salute e sicurezza previsti dal D.Lgs. n. 81/2008. Inoltre, il lavoratore è anche libero di individuare il luogo ove svolgerà la prestazione in modalità agile purché lo stesso abbia caratteristiche tali da consentire la regolare esecuzione della prestazione, in condizioni di sicurezza e riservatezza. La prestazione di lavoro in modalità agile, infatti, deve essere eseguita esclusivamente in ambienti idonei, ai sensi della normativa vigente in tema di salute e sicurezza e di riservatezza dei dati trattati.
Peraltro, il lavoratore agile ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali; a tal fine, il datore di lavoro garantisce la copertura assicurativa INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, anche derivanti dall’uso dei videoterminali, nonché la tutela contro l’infortunio in itinere, secondo quanto previsto dalla legge.
Il Ministro Orlando si dice soddisfatto per l’accordo raggiunto sullo smart working nel settore privato perché il lavoro agile “al di là dell’emergenza sarà una modalità che caratterizzerà il lavoro in futuro, anche nella quotidianità, nella normalità che speriamo di riconquistare il più presto possibile”.

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