Smart working, prima sentenza riconoscimento incidente

Roma, 19 aprile 2021 –  L’Inail ha riconosciuto ad una impiegata amministrativa 50enne di un’azienda metalmeccanica di Treviso, che era scivolata in casa procurandosi un paio di fratture, non solo i giorni di malattia, ma anche 20mila euro di risarcimento come infortunio sul lavoro, nonché visite e terapie gratis senza obbligo di ticket per i prossimi dieci anni. Un caso destinato a fare scuola.
A riportare la notizia è stato ‘Il Gazzettino’, che racconta di come la dipendente, assistita dalla Cgil, per ottenere questo prezioso risarcimento abbia dovuto battagliare a lungo con l’Istituto per gli infortuni sul lavoro. Che all’inizio non voleva riconoscerglielo perché non riteneva ci fosse un nesso tra ciò che stava facendo la donna e le sue mansioni aziendali. Secondo la ricostruzione dei fatti, che risalgono allo scorso settembre, l’impiegata che stava svolgendo il turno in smart working, durante una telefonata con un collega di lavoro (utilizzando lo smartphone di servizio) è caduta dalle scale di casa provocandosi un paio di fratture. «È la prima volta che viene riconosciuto un infortunio sul posto di lavoro in modalità smart working — spiega Valentina Dalle Feste, responsabile del settore tutela della salute della Cgil trevigiana al ‘Gazzettino’ —. La dipendente è andata subito in pronto soccorso dove ha accuratamente raccontato cosa le era accaduto, quando e in che modalità. Da lì, come da prassi, è partita la segnalazione all’Inail mentre la donna ha denunciato l’infortunio al suo datore di lavoro. Questo precedente adesso farà diritto»