Roma, 4 dicembre 2020 – Sarà di 762.000 euro l’investimento complessivo che AriSLA (Fondazione Italiana di ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica) darà ai sette nuovi studi di ricerca, selezionati tra 100 proposte arrivate per il bando 2020, per trovare possibili farmaci e studiare meglio i meccanismi alla base della sclerosi laterale amiotrofica, malattia neurodegenerativa che in Italia colpisce circa 6000 persone e per cui non esiste ancora una cura efficace. Ad essere coinvolti saranno 9 gruppi di ricerca distribuiti tra Milano, Pavia, Padova, Torino, Trieste e Verona. “In questo difficile momento, in cui anche il mondo della ricerca è sotto pressione a causa dell’emergenza sanitaria, abbiamo voluto rinnovare il nostro impegno al fianco di chi fa ricerca sulla sla, per tenere alta l’attenzione su patologie come questa, che non possono aspettare”, sottolinea Mario Melazzini, presidente di Arisla. Grazie all’impegno di Arisla, dal 2009 al 2019 sono stati investiti oltre 12,4 milioni di euro per la ricerca, finanziati ben 78 progetti e supportati 129 ricercatori in tutta Italia, a cui si aggiungeranno quelli sostenuti con l’ultimo bando. “E’ fondamentale non fermare il lavoro fatto fino ad oggi – continua – e andare avanti, con speranza e fiducia, finchè la sla non sarà sconfitta”. Alcuni progetti proseguiranno su filoni di ricerca su cui Arisla ha già investito in precedenza, quali la genetica, i meccanismi di danno e riparazione del Dna e il ruolo del sistema immunitario, mentre altri affronteranno aree di studio ancora poco esplorate, come la sla giovanile e l’impatto di mutazioni che solo di recente si è ipotizzato possano essere collegate alla malattia.