10 febbraio 2021 – Uber Eats ha adottato un “Protocollo in materia di salute e sicurezza sul lavoro a tutela dei rider” che prevede, tra l’altro, la “disponibilità gratuita” dei “dispositivi per la sicurezza”, come il casco, la “fornitura dell’equipaggiamento protettivo anti-Covid”, corsi “gratuiti di formazione”. In una nota, l’azienda spiega di aver messo a punto “un insieme di procedure chiare e iniziative concrete”. Il Tribunale di Milano a maggio aveva disposto l’amministrazione giudiziaria per Uber Italy per caporalato sui rider. Ora gli amministratori giudiziari parlano di “percorso virtuoso intrapreso dal management”.
Il tasto di emergenza utilizzabile in caso di problemi di sicurezza consente di contattare il 112 e di ricevere assistenza da parte di un team Uber. Tra i punti, la disponibilità gratuita per i rider di “casco di sicurezza”, “indumento ad alta visibilità, giacca e pantaloni antipioggia, supporto impermeabile per smartphone da applicare sulla bicicletta, luci” e “fascia da braccio catarifrangente”. E ancora: la “fornitura dell’equipaggiamento protettivo anti-Covid”, la “organizzazione di una campagna di sensibilizzazione per i rider in materia di salute e sicurezza e igiene alimentare” e “l’invio di avvisi, comunicazioni e reminder in relazione al rispetto delle norme di sicurezza stradale”. In più, la “erogazione di corsi gratuiti” e “obbligatori” di “formazione dedicati alla salute e sicurezza sul lavoro e alla sicurezza stradale, la “verifica dell’idoneità dei veicoli per le consegne” e la “verifica dell’utilizzo dei dpi”, attraverso “attività di controllo in tempo reale costituite da verifiche in app tramite selfie del rider”. Infine, gli altri utenti “della piattaforma (ristoranti e consumatori) potranno fornire (su base volontaria) feedback in merito ai corrieri anche in relazione all’utilizzo da parte degli stessi dei dpi”.