Roma, 12 maggio 2021 – Sugli infortuni sul lavoro interviene anche il presidente del Consiglio Mario Draghi e riconosce, nel suo intervento di oggi in aula a Montecitorio, che la situazione va affrontata per il dramma che rappresenta realmente. “Con una media di oltre 3 morti al giorno, l’Italia si conferma al di sopra della media dei Paesi UE”, dice in aula. E conferma che presto ci sarà l’assunzione di nuovi ispettori. Non solo, sembra di capire che da adesso in poi le cose potrebbero cambiare. Anche perché “Ripresa e Resilienza” sono parole che non possono stare in un profilo di un Paese che deve sopportare ancora troppi incidenti sul lavoro, mortali e non. 
Il presidente del Consiglio, che ha voluto dedicare pochi minuti di raccoglimento a Luana D’Orazio, fa addirittura una classifica in Europa.  L’Italia si trova “in una posizione di poco migliore della Francia, ma molto distante dalla Germania – ha spiegato il premier -. Dobbiamo dunque investire sulla cultura della prevenzione e sulla vigilanza. È per questo che il Governo ha immediatamente disposto la convocazione della Cabina di regia per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza, prevista dal Testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. In quella sede intendiamo valutare gli interventi per il rafforzamento delle attività ispettive che vogliamo adottare subito, con i prossimi provvedimenti legislativi. Questi interventi si inseriscono nel quadro previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che dedica una specifica linea di riforma proprio alla lotta al lavoro sommerso e al potenziamento delle attività di vigilanza. È prevista una strategia d’azione nazionale per rafforzare l’Ispettorato nazionale del lavoro, quale agenzia nazionale per la vigilanza sul lavoro, e incrementare strutturalmente i controlli”.
“La sospensione di molte attività produttive nel corso del 2020 ha sì portato a una diminuzione degli infortuni denunciati ovviamente nei primi nove mesi dell’anno – ha aggiunto Draghi -, questi sono però aumentati di nuovo nell’ultimo trimestre, in corrispondenza con la ripartenza dell’economia. Un altro aspetto rilevante che emerge dai dati più recenti è anche legato alla connotazione di genere. La flessione degli incidenti registrata riguarda soltanto gli uomini: nell’ultimo anno, su 10 denunce circa 7 hanno interessato le donne”.