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Sicurezza: in arrivo accordo Stato Regioni sulla formazione

Sicurezza: in arrivo accordo Stato Regioni sulla formazione

Roma, 21 giugno 2024 – Ultimi passaggi amministrativi per il nuovo Accordo Stato Regioni sulla formazione in materia di sicurezza sul lavoro, finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi.
La bozza diffusa in questi giorni, e trasmessa dal Ministero del Lavoro alla Conferenza Stato-Regioni, sembra infatti essere quella definitiva, al temine di un iter ben più lungo del previsto: l’accordo, infatti, avrebbe dovuto essere approvato entro il 30 giugno del 2022.
Di seguito i principali punti del documento, che non si esclude possa ancora subire modifiche prima della sua approvazione definitiva.
Le nuove disposizioni sulla formazione riguarderanno:

  • datori di lavoro, dirigenti, preposti e lavoratori (articolo 37 del T.U. in materia di sicurezza sul lavoro);
  • responsabili e addetti dei servizi di prevenzione e protezione (articolo 32 del T.U. in materia di sicurezza sul lavoro)
  • datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione (articolo 34 del T.U. in materia di sicurezza sul lavoro);
  • coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori (articolo 98 del T.U. in materia di sicurezza sul lavoro);
  • lavoratori, datori di lavoro e lavoratori autonomi che operano in ambienti sospetti di inquinamento o confinati (articolo 2 del DPR n. 177 del 14 settembre 2011);
  • operatori di attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione ai sensi dell’articolo 73, comma 5, del T.U. in materia di sicurezza sul lavoro.

Sono inoltre individuati i soggetti formatori sia dei corsi di formazione sia dei corsi di aggiornamento, distinti tra soggetti “istituzionali”, soggetti “accreditati” e altri soggetti (rientrano tra questi ultimi, i fondi interprofessionali di settore, gli Organismi Paritetici e le associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale).

Il percorso formativo per i lavoratori si articola in due moduli distinti:

  • un modulo di formazione generale di durata non inferiore alle 4 ore e che costituisce credito formativo permanente;
  • un modulo di formazione specifica, riferita ai rischi individuati sulla base della valutazione del rischio e, quindi, con durata minima di 4, 8 o 12 ore, in funzione dei rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.

Principale novità dell’accordo è la formazione obbligatoria dei datori di lavoro in materia in materia di salute e sicurezza dei lavoratori, da acquisire attraverso la frequenza di un corso della durata minima di 16 ore.
Il corso di formazione ha l’obiettivo di fornire competenze organizzative, gestionali e giuridiche per gestire il processo della salute e sicurezza sul posto di lavoro nell’ottica del superamento di una visione formale della materia a favore di una visione sostanziale orientata alla prevenzione e alla protezione della salute dei lavoratori, anche alla luce della continua evoluzione del mondo del lavoro.
Per il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di prevenzione e protezione dai rischi, invece, il percorso formativo si articola con un modulo comune e ulteriori moduli tecnici-integrativi per particolari settori di riferimento.

Il percorso formativo per responsabili ed addetti dei servizi di prevenzione e protezione è strutturato in due distinti moduli:

  • modulo A che costituisce il corso base per lo svolgimento della funzione di RSPP e di ASPP. La durata complessiva è di 28 ore;
  • modulo B, correlato alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative.

Infine, è previsto il corso di formazione per i coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori della durata minima 120 ore e il corso per lavoratori, datori di lavoro e lavoratori autonomi che operano in ambienti sospetti di inquinamento o confinati della durata minima 12 ore.
L’Accordo prevede un periodo transitorio di 12 mesi dalla sua entrata in vigore durante il quale possono essere avviati i corsi secondo quanto previsto degli accordi Stato-Regioni abrogati.

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