#Sfruttamento di oltre 200 migranti, scatta arresto a CS

Roma, 12 giugno 2020 – Sono stati identificati dalla Guardia di Finanza di Cosenza, sotto le direttive della Procura della Repubblica di Castrovillari, due gruppi di “caporali” composti rispettivamente da 47 e 13 persone dediti allo sfruttamento di centinaia di migranti di varia nazionalità per il lavoro nei campi che venivano retribuiti con paghe irrisorie e costretti ad alloggiare in precarie condizioni igieniche. “Domani le scimmie dove le mandiamo?”, così i due gruppi di criminali privi di scrupoli di nazionalità sia italiana che straniera definivano i braccianti senza la minima considerazione per i diritti della persona e la dignità di ogni essere umano. L’operazione “Demetra” ha portato all’arresto in Calabria ed in Basilicata di 52 persone, 14 in carcere e 38 ai domiciliari, e al sequestro 14 aziende, 12 con sede nella provincia di Matera e due in quella di Cosenza per un valore di 8 milioni di euro. Il GIP ha poi emesso per altri 8 indagati l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I titolari delle aziende, secondo l’accusa, avrebbero sfruttato oltre 200 migranti, ma potrebbero essere stati molti di più, risparmiando sui costi della manodopera per la raccolta dei prodotti agricoli. Gli uomini dovevano svolgere i lavori più pesanti mentre le donne erano addette alla meno faticosa raccolta delle fragole. Sono stati inoltre sequestrati gli automezzi che venivano utilizzati per il trasporto dei braccianti nei luoghi di lavoro. L’indagine è iniziata in seguito a un controllo effettuato dalle Fiamme Gialle nella Tenenza di Montegiordano di un furgone con a bordo 7 persone che percorreva la statale 106 ionica diretto alle campagne lucane ed ha portato all’identificazione in tempi rapidi di numerosi soggetti italiani, ma anche di nazionalità pakistana, magrebina e dell’Est Europa dediti a una fiorente attività illegale di sfruttamento della manodopera di braccianti. Dello stesso gruppo facevano parte anche 22 persone titolari delle aziende sequestrate, i cosiddetti “utilizzatori”, che mettevano in atto anche azioni di sfruttamento e crudeltà nei confronti dei lavoratori. Non è sfuggito agli inquirenti anche un impiegato del Comune di Corigliano Rossano che in cambio di ingenti somme di denaro organizzava matrimoni “di comodo” con lo scopo di garantire a soggetti irregolari la permanenza sul territorio italiano. Favoriva inoltre mediante il rilascio di permessi di soggiorno per il ricongiungimento familiare, l’ingresso di soggetti residenti all’estero. “L’operazione”, ha detto il Comandante della Guardia di Finanza di Cosenza Danilo Nastasi “ha consentito di porre fine ad una situazione di illegalità che rappresenta una vera e propria piaga non soltanto sociale, ma anche economica, perché falsa la leale concorrenza tra le imprese e lede profondamente la dignità umana”.

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