Sette operai morti nella strage sul lavoro alla diga di Suviana

Roma, 12 aprile 2024 – Come purtroppo si temeva, sale a 7 il numero delle vittime che hanno perso la vita a seguito della violentissima esplosione avvenuta nella centrale idroelettrica del lago di Suviana, nel bolognese. È stato rinvenuto e recuperato da poco il corpo dell’ultimo disperso, Vincenzo Garzillo, 68enne di Napoli, il bilancio definitivo computa dunque 5 feriti gravi e 7 operai deceduti.
Vincenzo Garzillo era un esperto nella riattivazione di macchinari delle centrali idroelettriche, in pensione da un anno, collaborava come consulente grazie al suo profilo altamente professionale. La moglie Patrizia Buonomo, la figlia Fara Garzillo e tutta la famiglia di Vincenzo, hanno sperato fino all’ultimo che lui potesse farcela, condividendo su Facebook il loro dolore e la loro speranza ormai svanita.
Un’ultima drammatica notizia, a seguito di quelle precedenti; dopo il ritrovamento delle prime tre vittime nella giornata di giovedì: Antonio Scandellari, 57 anni, residente nella provincia di Padova, era un lavoratore specializzato di Enel Green Power, insignito da poco con la stella al merito dal capo dello Stato, lascia la moglie Sabrina e le due figlie. Paolo Casiraghi, 59 anni, tecnico specializzato della ditta Abb, aveva dedicato la sua vita al lavoro. Alessandro D’Andrea, 37anni, originario della provincia di Pisa, lascia il papà, la mamma, sua sorella e la compagna che si era trasferita con lui in Lombardia. Vincenzo Franchina, 36 anni, la vittima più giovane di tutti, originario della provincia di Messina, si era sposato da meno di un anno e da poco aveva avuto un figlio. Pavel Petrones Tanase, operaio di 45 anni, originario della Romania, lascia una moglie e due figli adolescenti a Settimo Torinese. Mario Pisani, di 73 anni, considerato da tutti un instancabile e grande lavoratore, lascia tre figli e cinque nipoti.