26 agosto 2020 – Si è svolto oggi il vertice in “conference call” con Regioni ed enti locali, convocato dal ministro degli Affari Regionali Boccia con il ministro della Scuola Azzolina, il ministro della salute Speranza e il ministro delle infrastrutture De Micheli. Punto focale dell’incontro la stesura di un protocollo unico per la gestione di casi di Covid nelle scuole italiane e le strategie relative ai trasporti pubblici.
Dopo un confronto serrato tra i governatori e l’Esecutivo, è stato concordato che le Regioni presenteranno delle proposte per far fronte al tema del trasporto pubblico, in particolare per le ore di punta che coincidono con gli orari di entrata e uscita dalle scuole. A quanto si è appreso il ministro De Micheli sarebbe disponibile ad eventuali deroghe sul tema. Più cauto, invece, il ministro Speranza, che ricorda le indicazioni del Cts, contrario ad eventuali deroghe rispetto a quanto già stabilito per la tutela della sicurezza. due delle proposte emerse nel confronto tra De Micheli e i rappresentanti delle Regioni per il trasporto pubblico locale sono: l‘adozione a bordo dei mezzi di separatori morbidi coerenti con le prescrizioni di sicurezza e la differenziazione degli orari di apertura e di chiusura delle scuole, che permetterà di diluire nel tempo i flussi di accesso.  Tra le altre proposte relative al trasporto pubblico locale spiegate dalla ministra, per l’incremento della capienza in condizioni di sicurezza sui mezzi ci sono la definizione più ampia del concetto dei congiunti, estesa anche a compagni di classe e di lavoro, e dei tempi di permanenza a bordo per derogare al distanziamento di un metro, certificazione dei sistemi di aerazione e filtraggio dei mezzi, obbligo di mascherina chirurgica e differenziazione degli orari per diluire i flussi di passeggeri
Sulla gestione di eventuali casi di Covid-19 nelle scuole italiane, i ministri Speranza, Boccia ed Azzolina promuovono il documento dell’ISS e incitano ad attuarne l’adozione in tutto il Paese. Non poche le critiche, particolarmente dure quelle del Governatore della Lombardia, Attilio Fontana, determinato nell’affermare che il sistema deve essere stravolto e non presentare similitudini con quello della didattica a distanza e gliingressi scaglionati proposto durante la fase1 dell’emergenza.
Intanto sono partiti nel Paese i test sierologici al personale della scuola, mettendo già in luce una serie di dati che alimentano timori. Solo in Umbria i 1.334 test sierologici per il Covid ai quali è stato sottoposto il personale scolastico hanno evidenziato che 20 persone sono entrate a contatto con il virus.