Preoccupazione per il rientro a scuola degli alunni disabili

28 agosto 2020 – Tra i circa 8 milioni e mezzo di alunni in attesa di ricominciare a frequentare le scuole italiane, almeno 300mila soffrono di disabilità fisica e psichica.
La Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap), attraverso le parole del suo presidente, Vincenzo Falabella, ha manifestato chiaramente la sua preoccupazione per la prossima riapertura in un’intervista a “Il Manifesto”: «La scuola italiana risente di un problema atavico legato agli spazi e all’edilizia scolastica in generale, l’emergenza Covid li ha solo palesati – sottolinea Falabella – sarebbe gravissimo se, dopo i mesi di lockdown che hanno penalizzato di più proprio le categorie più fragili, gli alunni con disabilità fossero costretti a stare fuori dalle proprie aule di riferimento o, peggio, dover ricorrere alla DaD».
Dei circa un milione di docenti pronti al rientro di settembre, diverse migliaia sono insegnanti di sostegno. I mesi di lockdown hanno evidenziato la difficoltà nel mantenere una continuità didattica per gli alunni con disabilità e riuscire ad attuare un’efficace riorganizzazione dei gruppi di sostegno, anche in previsione della riapertura.
Il professor Dario Ianes, titolare della cattedra di Pedagogia e Didattica Speciale all’Università di Bolzano, riflette sul non fatto in questi termini: “Siccome gli studenti con disabilità sono stati i più colpiti da questi mesi di emergenza sarebbe utile che già dal 1° settembre, partissero, i ‘corsi di recupero’ con un ritorno in presenza nelle nostre scuole. Inoltre, prima del 14, i singoli istituti potrebbero costruire dei progetti su piccoli gruppi in ogni classe, delle cordate tra alunni con relazioni strutturate dove costruire una piccola realtà sociale di mutuo aiuto. Insieme a questo – continua Ianes – programmare degli incontri specifici con le famiglie degli alunni con disabilità, non solo con gli insegnanti di sostegno ma con tutto il team docente di classe, per analizzare criticità ed esigenze che sono emerse durante l’emergenza Covid». «È necessario studiare delle strategie di inclusione efficaci soprattutto se dovremo far fronte a una nuova ondata di contagi e ritornare a una didattica a distanza. Saldare i legami sociali, in maniera strutturata tra gli studenti di una stessa classe e tra docenti e famiglie, potrebbe essere una risorsa preziosa per non far tornare invisibili i soggetti più fragili».