Scenari di prevenzione nelle Marche post-sisma

6 dicembre 2023 – Come garantire la prevenzione sul lavoro nel più grande cantiere d’Europa? A sette anni dal sisma che ha messo in ginocchio le Marche, la ricostruzione in corso lancia nuove sfide che richiamano, prima fra tutti, la necessità di creare un nuovo paradigma etico e culturale che promuova i temi della salute, della legalità e della sicurezza in edilizia. Una sfida determinante che i numerosi soggetti coinvolti sono chiamati ad affrontare per concorrere in maniera autentica a quel necessario rilancio economico e sociale di cui i cittadini e il territorio hanno estremo bisogno. È questo il tema dell’importante occasione di confronto che si è svolto ieri, presso il teatro “Lauro Rossi” di Macerata, in occasione del convegno “Ri-costruire la cultura della salute e della sicurezza. Edilizia. Dove legalità e prevenzione si incontrano”. All’evento, al quale hanno partecipato numerosi soggetti protagonisti della ricostruzione post-sisma, sono stati presenti anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e il commissario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli.

Isolani (UOC PSAL AST Macerata): “Creare un modello di sicurezza e sostenibilità ambientale”. Era il 24 agosto 2016 quando – alle ore 3:36 – una scossa di magnitudo 6.0 sconvolse il territorio marchigiano. A questo primo sisma seguirono due potenti repliche, il 26 ottobre, e il 30 ottobre la scossa più forte, di magnitudo 6.5. Il 18 gennaio 2017 infine, una nuova sequenza di quattro forti movimenti tellurici. Si trattò di un insieme di eventi che provocò in tutto circa 41mila sfollati, 388 feriti e 303 morti.Pronta a ricostruire là dove il terremoto ha lasciato solo macerie, oggi Macerata è il più grande cantiere d’Europa. “Proprio per questo è importante mettere insieme un complesso sistema unito nel promuovere un modello organizzativo polifunzionale, che vada oltre la doverosa vigilanza di cantiere, le inchieste sugli infortuni e sulle malattie professionali – dice Lucia Isolani, direttore UOC PSAL AST Macerata, che ha organizzato il convegno – Un modello che sia pronto a siglare un’intesa simbolica ed operativa che guardi anche al rispetto dei lavoratori, della salute, della sicurezza e della sostenibilità ambientale”.

Sinergie tra pubblico e privato per affrontare problematiche complesse. Si tratta di uno sforzo complesso che sta evolvendo verso un’innovazione del patrimonio edilizio che necessariamente e che porta con sé, necessariamente, anche problematiche diverse. Tra queste, prime voci di una lunga lista di problematiche, l’aumento degli infortuni e delle malattie professionali, la mancanza di forza lavoro e il conseguente rischio di rivolgersi a quella meno qualificata, il lavoro sommerso e quello straordinario che comporta anche un più alto rischio di sicurezza. Da segnalare, ancora, la grave carenza dei posti letto nel territorio, che costringe in alcuni casi a lunghe trasferte giornaliere i lavoratori o l’utilizzo di alloggi non idonei. Sono solo alcuni esempi di un ampio panorama di tematiche afferente al mondo della ricostruzione materiale che, tuttavia, non può essere scissa da quella sociale. Ecco perché si qualificano come fondamentali occasioni di dibattito momenti come questo convegno dove soggetti pubblici, privati e istituzionali – ognuno nei propri campi di azione – si uniscono nella promozione della dignità del lavoro, accompagnando ad una crescita lo stesso lavoratore e, con esso, anche le comunità.

Mustica (ANMIL): “La Scuola della testimonianza risorsa per la formazione”. Non è mancata, in questa occasione, la presenza dell’ANMIL. “Siamo intervenuti parlando di come la Scuola della testimonianza possa essere una risposta importante per la qualificazione della formazione e l’apprezzamento che ci è stato manifestato ha confermato, ancora una volta, il valore di questo progetto – spiega Sergio Mustica, direttore scientifico della Scuola della testimonianza dell’ANMIL – Grazie all’Associazione, infatti, sono tanti gli infortunati sul lavoro, i tecnopatici, le vedove e i vedovi che mettono la propria fondamentale esperienza a disposizione degli studenti delle scuole e di chi sta facendo formazione in materia di sicurezza. Si tratta di un valore aggiunto notevole per consolidare questa fondamentale consapevolezza. Non si può, infatti, fare formazione sulla prevenzione solo impartendo nozioni su regolamenti e leggi in materia. La testimonianza di chi è venuto in contatto, direttamente o indirettamente, con un infortunio sul lavoro ha da questo punto di vista una forza “educativa” eccezionale”.