Salute e Sicurezza sul lavoro: “long Covid” dei lavoratori

23 maggio 2022 – L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha pubblicato un documento di riflessione che informa sulle possibili misure da adottare a tutela dei lavoratori affetti da “long Covid”. Si tratta di quei lavoratori che, a distanza di settimane o addirittura mesi dal contagio, manifestano ancora sintomi della malattia da Covid-19.
Uno studio del 2021 ha infatti ipotizzato che ben 1 malato su 3 conserva i sintomi a distanza di settimane o mesi dall’infezione. Inoltre, è importante notare che la maggior parte dei malati è in età lavorativa.
Gli effetti a lungo termine più comuni sono affaticamento e dispnea. Possono persistere anche la perdita del gusto e/o dell’olfatto. Altri sintomi persistenti sono vertigini, dolori al petto, problemi di salute mentale e disfunzioni cognitive. A ciò si aggiunga il fatto che circa il 33% di tutti i lavoratori, soprattutto i più anziani, soffrivano già di malattie preesistenti.
Questa condiziona può creare difficoltà nel ritorno alla normale vita lavorativa. In questa ipotesi, è necessaria una valutazione sullo stato di salute del lavoratore allo scopo di identificare la sua capacità lavorativa. È inoltre consigliato un ritorno graduale all’attività lavorativa: per evitare ricadute e affaticamento, i lavoratori non dovrebbero prestare attività lavorativa per più del 70% di ciò che percepiscono di sostenere. Il management aziendale dovrebbe informarsi costantemente sullo stato di salute dei lavoratori interessati e adottare eventuali cambi di mansioni, laddove necessario. Infine, è opportuno il coinvolgimento del medico competente laddove siano colpiti da long Covid lavoratori con problemi di salute complessi.

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