Risalgono le morti sul lavoro dopo il lockdown

Roma, 21 luglio 2020 – Nell’ultima settimana sono sei gli operai morti, compresi i due deceduti ieri a Roma, e due quelli rimasti gravemente ustionati. Lo scorso 13 luglio aveva perso la vita a Gricignano d’Aversa, nel Casertano, un operaio di 54 anni, Ciro Barile, dipendente di un’azienda di trasporti, mentre stava effettuando operazioni di carico di un camion rimanendo incastrato tra il portellone posteriore del mezzo e la pedana idraulica mobile. L’uomo è morto sul colpo. Il 15 luglio un operaio di 24 anni è morto schiacciato da una pressa all’interno di un prosciuttificio di San Daniele del Friuli (Udine). Il 16 luglio incidente sul lavoro all’ospedale di Cremona, nel cantiere del bunker che ospiterà il nuovo acceleratore lineare: un operaio sessantenne è rimasto schiacciato dal materiale presente nel cantiere. Il 17 luglio un operaio di 23 anni è morto travolto dal carico in legno di un muletto all’interno di una azienda nella zona artigianale di Bitonto (Bari), un capannone dove erano depositati colli di materiale legnoso. Lo stesso giorno due operai sono rimasti gravemente ustionati a causa di uno scoppio in una palazzina di Bergamo.
Secondo l’INAIL che monitora gli incidenti, le morti sul lavoro accertate nel 2019 sono state 628, in riduzione del 17,2% rispetto all’anno precedente, con un ribasso così forte mai registrato prima d’ora. Ma con la fine del lockdown il fenomeno è tornato tristemente a presentarsi. E proprio il presidente dell’Istituto per l’assicurazione contro gli infortuni, Franco Bettoni, presentando la scorsa settimana a Montecitorio la relazione annuale aveva avvisato che bisogna fare di più spiegando che “serve un cambio di passo”. L’INAIL, infatti, spinge per allargare a tutti i lavoratori le sue tutele visto che oggi ne restano fuori 3,5 milioni.
I dati complessivi sugli infortuni si fermano invece a maggio, con i primi cinque mesi che mostrano una netta diminuzione (-23%).
Guardando però ai decessi allora il segno cambia e diventa un più . Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nei primi cinque mesi sono state infatti 432 che, pur nella provvisorietà dei dati, mostrano già un aumento di 41 casi (+10,5%).

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