Riders, un cortometraggio sui rischi del lavoro su strada

Roma, 5 febbraio 2021 – E’ un cortometraggio “Distanza zero” diretto dal giovane regista Pier Glionna a raccontare la vita dei rider, o ciclofattorini. Questa attività è letteralmente esplosa nel periodo della pandemia ma, parallelamente, il trattamento contrattuale e normativo, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, rimane al palo.
“Distanza zero” è la storia di Dario, interpretato magistralmente da Diego Graneri, un ventenne rider di un food delivery e della sua vita, scandita da ritmi di lavoro massacranti in condizioni precarie, illuminata da un incontro casuale, con la speranza di un futuro migliore. Lavorare per vivere o per morire? Un tragico dilemma quotidiano riproposto dalle cronache e dai dati ufficiali: in Puglia nel 2020 si sono registrati 78 eventi mortali legati agli ambienti di lavoro, di cui 23 per contagi al Covid 19. Tutto ciò dimostra quanto la “cultura della sicurezza” è lontana dal diventare un patrimonio civico comune e condiviso. Per questo è fondamentale utilizzare ogni strumento per incidere nel senso comune e radicare i valori della tutela della salute, della prevenzione e della sicurezza sul lavoro. Il cortometraggio girato in Puglia, disponibile sul sito www.immaginariaproduzioni.com e sui canali social dell’Apulia Film Commission, che lo ha prodotto con la partecipazione dell’Inail, è stato presentato pochi giorni fa a Bari.
Prepararci a “Distanza Zero” non è stato facile, dice il regista Glionna. “Con lo sceneggiatore Claudio Romanazzi abbiamo fatto ricerche, ascoltando testimonianze ed entrando su gruppi Facebook per leggere le lamentele. Con il protagonista Diego Graneri, invece, abbiamo cercato di rendere giustizia a tante storie di tanti riders che sentiamo ai tg. In Italia ci sono più di diecimila rider, i servizi di consegna a domicilio sono sempre più diffusi, ma le tutele che vengono assicurate ai lavoratori sono assolutamente insufficienti. Ad aggravare la situazione si aggiunge una considerevole pressione psicologica e competizione interna tra i rider per assicurarsi delle entrate sicure. “Distanza Zero” nasce per far venire a galla il problema e per sensibilizzare e informare i cittadini”.