Roma, 2 luglio 2021 – Deliveroo non potrà applicare l’accordo separato raggiunto con Ugl Rider due anni fa e che rappresentò la miccia per le prime proteste nel settore. Il giudice del Tribunale di Bologna, Filippo Palladino, ne ha dichiarato l’illegittimità. In questo modo il Tribunale ha accolto il ricorso per condotta antisindacale presentato da Nidil, Filt e Filcams Cgil, con gli avvocati Bidetti, De Marchis Gómez, Vacirca, Mangione e Piccinini.
La causa era partita lo scorso autunno, dopo che a settembre l’Ugl aveva firmato il contratto con l’Assodelivery (Deliveroo, Glovo e Uber Eats). Il Tribunale ha inoltre ritenuto di carattere discriminatorio e antisindacale il recesso dei rapporti di lavoro intimati dalla società, in particolare per quanto riguarda il licenziamento di un lavoratore, che fa parte di Riders Union Bologna, che non si era reso disponibile ad accettare le nuove condizioni contrattuali, “ordinando a Deliveroo Italy srl il suo reintegro”.
La società è stata inoltre condannata alle spese di lite. “Si tratta di un provvedimento molto importante – ha commentato l’avvocato Alberto Piccinini -non solo per la pronuncia sul contratto Ugl ma anche per il reintegro di un lavoratore che a Bologna si è battuto per i diritti dei rider”. “È una decisione di fondamentale rilevanza, che si aggiunge alla condanna subita dall’azienda per discriminatorietà dell’algoritmo e che ora riconosce anche la fondatezza della battaglia della Cgil nei confronti dell’accordo Ugl Rider, che ha privato i rider dei diritti retributivi a cui avevano diritto”. Esulta la Cgil per la decisione del Tribunale di Bologna, che ha dichiarato l’illegittimità dell’applicazione ai riders, da parte di Deliveroo Italy srl, del contratto sottoscritto da Ugl Rider.
“La decisione – ha detto la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti – segna la fine del controverso accordo sottoscritto nel settembre del 2020 da AssoDelivery con Ugl Rider rispetto al quale la Cgil aveva sin da subito sollevato critiche. Ora – prosegue la dirigente sindacale – l’azienda è stata costretta a mettere fine al cottimo e ad applicare le condizioni economiche del contratto di riferimento del settore che da tempo la Cgil ha indicato nel Ccnl merci e logistica, che contiene un trattamento economico e normativo di gran lunga migliorativo”.