Rider, non sono lavoretti. Lo dicono i numeri

Roma, 4 gennaio 2022 – “I rider e tutti gli italiani che lavorano attraverso le piattaforme hanno diritto alle garanzie e alle tutele proprie di tutti i dipendenti”. A ribadirlo è la sottosegretaria al Lavoro, Rossella Accoto commentando l’indagine Inapp sui lavoratori delle piattaforme. Per Inapp, l’istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche, le persone che offrono la loro prestazione lavorativa tramite le piattaforme digitali sono più di mezzo milione (570.521) pari al 25,6% del totale di chi guadagna tramite internet. Tra l’altro 7 su 10 di questi hanno una età compresa tra 30 e 49 anni.
Il Policy Brief rilasciato da Inapp certifica poi come per quasi la metà di questi lavoratori la retribuzione ricevuta sia la fonte principale di reddito e che per quasi tutti gli intervistati, l’80%, costituisce una entrata fondamentale per il proprio sostentamento. “E’ finito il periodo nel quale si vuole far passare questi impieghi per ‘lavoretti’ – aggiunge Accoto – al solo scopo di lasciarli abbandonati in una giungla dei diritti”.
“La Direttiva Europea licenziata dalla Commissione ad inizio dicembre – conclude Accoto – traccia la via per la subordinazione di tutti questi lavoratori. Dobbiamo sfruttare questa opportunità e lavorare affinché il nostro Paese sia capofila in Europa nei diritti dei lavoratori delle piattaforme, contrastando forme di caporalato digitale e limitando le aberrazioni che possono derivare da lavori guidati esclusivamente da algoritmi e logiche numeriche”.

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