Riapertura degli stadi, il no di Miozzo, coordinatore del Cts

21 settembre 2020 – E’ preoccupato per la ripresa dei grandi eventi sportivi il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo: “A chi preme per riaprire gli stadi vorrei ricordare le conseguenze drammatiche che ha avuto Atalanta-Valencia del 19 febbraio scorso”, afferma in un’intervista a ‘Il Corriere della Sera’.
“In questo momento – aggiunge – abbiamo altre priorità, pensare di riempire gli spalti sarebbe una follia”.
Per Miozzo, “aprire con più di mille spettatori è in questo particolare momento impensabile”. E fa riferimento alle esperienze prudenti di altri paesi Ue. Il ministro della Salute Roberto Speranza, che è contrario, “conosce perfettamente la situazione, ha ben chiari i rischi. Vanificare gli sforzi fatti finora sarebbe da incoscienti. Ricordiamoci che cosa è successo quest’estate con la riapertura delle discoteche”. Tenere chiusi gli stadi ha anche un danno economico, gli viene fatto osservare: “Lo so bene – ribatte – infatti il mio è un discorso da tecnico della Salute e di Protezione civile, poi deve essere la politica a decidere. La priorità assoluta, quantomeno per noi tecnici, è la scuola. Non possiamo permetterci di tornare alle lezioni a distanza”. “È ancora troppo presto – osserva – per dire che l’aumento dei contagi dipende dalla ripartenza della scuola. Ma noi sappiamo che avremo una risalita della curva, l’età media dei positivi che si alza di nuovo perché i contagi stanno aumentando nelle famiglie. Ragazzi che hanno contatti con genitori e nonni”. Diagnosi rapida di Covid? “Stiamo lavorando per dare a medici di base e pediatri test veloci validati per non dover aspettare quattro o cinque giorni”. Miozzo esclude un nuovo lockdown: “Ci potranno essere nuove zone rosse, ma la situazione negli ospedali e nelle terapie intensive è al momento ancora sotto controllo”. “Se la sperimentazione del vaccino non subirà altre frenate, se tutto va bene – conclude – nella primavera del 2021 cominceremo a ragionare sul ritorno alla normalità”