Relazione dell’evento lancio della campagna EU-OSHA A cura dell’Ufficio Salute e Sicurezza

Evento di lancio della Campagna europea EU-OSHA Ambienti di lavoro sani e sicuri. Alleggeriamo il carico!

In data 10 novembre 2020, dalle 10 alle 11.30, si è tenuto in streaming l’evento di presentazione della Campagna europea 2020-2022 Ambienti di lavoro sani e sicuri. Alleggeriamo il carico! dedicata ai disturbi muscoloscheletrici (DMS), lanciata dall’Agenzia EU-OSHA lo scorso 12 ottobre. Dall’auditorium Inail di Roma, si sono susseguiti diversi interventi istituzionali.
Introdotto dal moderatore Stefano Signorini (Coordinatore Sezione Supporto alla prevenzione – Dimeila Inail), il Presidente Inail Franco Bettoni ha evidenziato che, in Europa, tre lavoratori su cinque soffrono di DMS. A riprova, sul piano nazionale, a seguito dell’emanazione, nel 2008, delle nuove tabelle delle malattie professionali che ha esteso l’elenco delle tecnopatie tabellate, in Italia i DMS hanno iniziato ad imporsi significativamente nelle statistiche nazionali: se nel 2008 i DMS rappresentavano meno del 40% delle malattie professionali denunciate, la loro quota nel 2019 è passata a circa il 70%.
Il Presidente ha evidenziato l’importanza della stretta collaborazione tra tutti i partner della rete per diffondere la le attività di prevenzione dei DMS, anche in relazione all’impatto della digitalizzazione e delle nuove tecnologie, alla ottimale organizzazione del lavoro in tutte le sue forme e alla correlazione con i nuovi rischi, come quelli psicosociali.
Successivamente, Ester Rotoli (Direttore centrale prevenzione Inail e Manager del Focal Point Italia EU-OSHA) ha sottolineato la necessità di adottare una visione integrata e sostenibile nel tempo: quello dei DMS, infatti, è un tema trasversale a ogni ambito lavorativo, ma anche di grande attualità, soprattutto in relazione ai nuovi scenari di cambiamento nel mondo del lavoro. Basti pensare all’impiego massivo del telelavoro durante il Covid-19 che ha costretto molti lavoratori ad operare in ambienti domestici non adeguati. La ratio della Campagna, inoltre, è quella di sensibilizzare sulla adozione di un approccio integrato di prevenzione, includendo i fattori fisici, psicologici, organizzativi e individuali a partire da una corretta valutazione del rischio.
Riportando alcuni dati, l’indagine europea ESENER 2015 aveva già evidenziato un numero molto elevato di lavoratori che riportano mal di schiena (43%), dolori muscolari negli arti superiori (41%) e dolori muscolari agli arti inferiori (29%). Anche l’indagine Inail INSUuLa 2014 aveva mostrato percentuali simili: i lavoratori che riportavano mal di schiena sono stati il 51,6%, mentre coloro che soffrivano di dolori muscolari negli arti superiori il 46,7%, e di dolori muscolari agli arti inferiori il 29,3%. Se i settori più a rischio sono le costruzioni – sia nell’artigianato che nell’industria – e l’agricoltura, è necessario considerare che durante la pandemia si sta assistendo ad un aumento del DMS nel settore sanitario.
L’Ing. Rotoli ha poi passato in rassegna le azioni che l’Inail mette in campo per sostenere lavoratori e imprese: dai progetti di ricerca e sviluppo, riabilitazione e reinserimento, ai finanziamenti: tra gli esempi citati, il bando ISI prevede una linea di finanziamento per la riduzione dell’impatto della movimentazione manuale dei carichi. Inoltre, l’Inail prevede progetti di finanziamento a fondo perduto per l’abbattimento delle barriere architettoniche e per l’adeguamento delle postazioni di lavoro a beneficio dei tecnopatici. Infine, è stato evidenziato che anche il Piano di prevenzione nazionale 2020-2025 avrà tra gli asset di intervento proprio i DMS.
A seguire, Maurizio Curtarelli (Project Manager Prevention and Research Unit – EU-OSHA) ha passato in rassegna i numerosi progetti che l’Agenzia europea ha avviato o recentemente concluso sul tema. Tra gli esempi riportati, nell’ambito della ricerca Disturbi muscoloscheletrici lavoro-correlati: prevalenza, costi e dati demografici dell’Unione europea sono state condotte diverse analisi statistiche, pubblicate sotto forma di rapporti scaricabili sul sito istituzionale dell’EU-OSHA. Tra i dati di maggior rilievo, il 60,1% dei lavoratori europei che lamentano problemi di salute legati al lavoro riferisce un DMS come problema più grave. Il dato italiano non è dissimile, stabilendosi al 59%. Tra i fattori di rischio fisici di maggiore impatto, sono riportati la movimentazione dei carichi, i movimenti ripetitivi e le posizioni stancanti o sedentarie. Il dott. Curtarelli ha poi sottolineato l’attivo coinvolgimento dei Focal Point nazionali nello sviluppo di approfondimenti settoriali. In particolare, l’Inail sta contribuendo con quattro articoli specialistici, due dei quali – uno sugli esoscheletri e uno sulle iniziative di meccanizzazione di alcune attività nei settori più a rischio – già pubblicati sul sito dell’EU-OSHA.
Tra i progetti che hanno già prodotto risultati pubblicati, infine, è stata creata una “cassetta degli attrezzi” per la prevenzione dei DMS, che contiene strumenti pratici ed esempi di buone pratiche per la prevenzione dei DMS, accessibili dai siti web istituzionali.
La chiusura dei lavori è stata affidata a Giuseppe Mazzetti (Direttore centrale risorse umane INAIL), il quale ha evidenziato i costi diretti di assistenza sanitaria e di misure indennitarie per la cura dei DMS, ma anche quelli indiretti, come l’assenteismo sul lavoro. l’Inail è in prima linea nella prevenzione di tali disturbi, che saranno anche previsti all’interno della Strategia nazionale di salute e sicurezza sul lavoro, in corso di definizione. Infine, il dott. Mazzetti ha sottolineato come la pandemia da Covid-19 accentuerà le patologie cagionate dai DMS, soprattutto nel settore sanitario a causa di orari di lavoro prolungati, maggiore stress e maggiore movimentazione carichi. Ma non solo. L’impatto potrebbe essere considerevole anche tra le persone in telelavoro, in quanto l’ambiente domestico spesso non realizza gli stessi standard di sicurezza presenti nei luoghi di lavoro: è pertanto necessario accompagnare il crescente impiego dello smart working e del telelavoro con una nuova cultura organizzativa e prevenzionistica per il post-pandemia.

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