Regolarizzazione braccianti-colf-badanti e datori/lavoratori

Roma, 15 maggio 2020 – È contenuta nel decreto rilancio all’articolo 110 bis (Emersione di rapporti di lavoro) e riguarda agricoltura, allevamento, zootecnia, pesca e lavoro domestico. Parliamo della norma che vuole garantire adeguati livelli di tutela della salute in conseguenza dell’eccezionale emergenza sanitaria del contagio da #Covid-19 e favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari.
Sono due le possibilità previste dal testo. Da una lato, i datori di lavoro possono presentare – pagando un contributo forfettario di 400 euro – istanza per regolarizzare lavoratori italiani o stranieri. Questi ultimi devono essere stati fotosegnalati in Italia prima dell’8 marzo 2020 e non devono aver lasciato il territorio nazionale da quella data. È inoltre previsto il pagamento di un contributo forfettario per le somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale, da determinarsi con un successivo decreto.

L’altro canale è quello degli stranieri con il permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019. Essi possono chiedere – dietro pagamento di 160 euro – un permesso di soggiorno temporaneo della durata di sei mesi presentando domanda al questore. La ‘finestra’ è aperta dal 1° giugno al 15 luglio.
Anche loro devono risultare presenti in Italia alla data dell’8 marzo e devono aver lavorato come braccianti, colf o badanti prima del 31 ottobre 2019.

Il testo invita inoltre Comuni e Regioni, per evitare concentrazioni e contrastare la diffusione del #Covid, ad adottare “soluzioni e misure urgenti idonee a garantire la salubrità e la sicurezza delle condizioni alloggiative, nonché ulteriori interventi di contrasto del lavoro irregolare e del fenomeno del caporalato”.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al Patronato ANMIL più vicino oppure contattare il Numero Verde gratuito associativo 800.180943.

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