Reddito di cittadinanza, dai dati Inps il no ai migranti

23 luglio ’19. Sono almeno 375mila le pratiche di Reddito di cittadinanza congelate dall’Inps. Il nuovo dato è stato diffuso due giorni fa dall’Inps. Insieme ai rifiuti veri e propri arriviamo alla cifra di mezzo milione. Il punto è che le domande messe in standby riguardano soprattutto i migranti. E questo perché la procedura che riguarda i cittadini extracomunitari prevede tutta una serie di ostacoli che di fatto impediranno l’accesso al sostegno sociale. Tra gli altri, la documentazione originaria proveniente dal paese di origine su identità, reddito, compreso il patrimonio. Documentazione che doveva essere presentata in versione tradotta. Insomma, un percorso irto di ostacoli e molto dispendioso per i migranti. L’Inps segnala anche altri paletti il divieto di richiedere il reddito da parte di “persone sottoposte a misura cautelare personale o condannate per alcuni delitti“. E ancora, “il requisito del patrimonio immobiliare va verificato su quello esistente non solo in Italia, ma anche all’estero” e “la Pensione di cittadinanza può essere erogata anche mediante gli strumenti ordinariamente in uso per il pagamento delle pensioni.  Le domande per il reddito di cittadinanza presentate al 15 luglio sono 1.401.225, di cui 895.220 accolte. La Regione in cui le richieste sono maggiori è ancora la Campania (quasi 241.000), seguita dalla Sicilia (215.000). All’opposto, sono circa 1.800 quelle arrivate dalla Valle d’Aosta.