Rapporto Welfare aziendale e occupazione in Italia

Roma, 23 febbraio 2022 – Il Welfare aziendale ha contribuito in maniera determinante a fornire risposte specifiche e rapide alle esigenze emerse dalla crisi epidemiologica, riuscendo a combinare le esigenze produttive delle aziende con i bisogni personali dei lavoratori.
È quanto emerge dalla quarta edizione del rapporto “Welfare for People” sul welfare occupazionale e aziendale in Italia, realizzato dalla Scuola di alta formazione in Relazioni industriali e di lavoro di Adapt e da Intesa Sanpaolo.
Le aziende che prima della pandemia avevano sperimentato misure atte a favorire il welfare aziendale sono risultate avvantaggiate nel trovare soluzioni efficaci durante la fase emergenziale. In particolare, una risposta molto importante alla situazione emergenziale nell’ambito del Welfare aziendale ha riguardato l’ambito sanitario, con reazioni rapide e flessibili dei fondi sanitari e della contrattazione aziendale, che hanno coperto non solo le fasi più acute dell’emergenza sanitaria, ma anche le fasi di progressiva ripresa delle attività.
Nel rapporto è stata analizzata la contrattazione collettiva in materia di welfare aziendale nel settore alimentare, settore-chiave del sistema economico italiano, dopo gli approfondimenti sul settore metalmeccanico e sul settore chimico-farmaceutico svolti nelle precedenti edizioni. Dal monitoraggio dei contratti aziendali sottoscritti tra il 2016 e il 2020, emerge che la materia della flessibilità organizzativa e della conciliazione vita-lavoro rappresenta il 70% delle misure di welfare contrattate a livello aziendale.
Risultano molto diffuse anche le previsioni sulla formazione in ambito professionale dei lavoratori dipendenti (57%), erogata sia attraverso fondi interprofessionali sia mediante ulteriori modalità. Seguono, con percentuale significativa, la categoria mensa e buoni pasto (40%) e le disposizioni sui buoni acquisto e sui flexible benefits (27%). In termini di importanza e diffusione, mantengono un certo peso gli ambiti dell’assistenza sanitaria integrativa (18%) e della previdenza complementare (15%).
Il passaggio successivo dello studio è stato quello della analisi del welfare territoriale e di comunità. Nelle edizioni precedenti si sono analizzate la Provincia di Bergamo, di Brescia e di Cuneo, in questa si è svolta una dettagliata analisi sulle Province di Parma, Reggio Emilia e Modena, in cui è particolarmente radicata la presenza di industrie del settore alimentare.
Dall’analisi emerge come nei territori in questione si stia lavorando molto per accrescere culturalmente la propensione delle imprese ad avviare questo tipo di iniziative e la possibilità di raccordare le misure di welfare aziendale con il contesto di riferimento anche se tale sforzo non sembra essere ancora sufficiente a offrire un sostegno pienamente efficace all’occupazione femminile e alla natalità.

Per leggere il comunicato stampa, clicca qui. 

2 thoughts on “Rapporto Welfare aziendale e occupazione in Italia

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