Rapporto Unesco: nuovo patto sociale per l’educazione

Roma, 10 gennaio – Come sarà influenzata l’educazione mondiale nell’Agenda al 2050 contenuta nell’ultimo Rapporto Unesco? L’analisi, declinata attraverso cinque dimensioni cardine elencate a seguire, è stata redatta alla luce dei principali fattori di cambiamento che muovono il mondo in età contemporanea: lavoro, clima, progresso tecnologico e frammentazione sociale.
Fattori strettamente collegati tra loro e che stanno determinando, giorno dopo giorno, un vertiginoso e inarrestabile capovolgimento dell’ordine sociale che parte proprio dalle trasformazioni lavorative e, di conseguenza, delle competenze necessarie ai fini di un futuro collocamento.
Il Rapporto Unesco, dal titolo “Re-immaginare i nostri futuri insieme: un nuovo contratto sociale per l’educazione”, si presenta come un quadro di riferimento fattivo, elencando le aree di intervento immediato da ridefinire:
1.Trasformare la pedagogia attraverso la cooperazione e la solidarietà: abbandonare modalità pedagogiche e metodi di valutazione basati sull’esclusione e la competizione individuale, per favorire approcci cooperativi e solidali nell’apprendimento.
2.Ridefinire il rapporto tra educazione, conoscenza e valori: superare la visione tradizionale dei curricoli come semplice elenco di materie, enfatizzando l’apprendimento ecologico, interdisciplinare e interculturale per permettere agli studenti di contribuire attivamente al patrimonio comune di conoscenze umane.
3.Riconoscere il ruolo cruciale degli insegnanti: trasformare l’insegnamento da pratica solitaria a professione collaborativa, in cui il lavoro di squadra favorisca un apprendimento significativo.
4.Riprogettare le scuole: abbandonare i modelli uniformi di organizzazione scolastica per adattare tempi e spazi educativi alle esigenze specifiche e ai contesti individuali.
5.Espandere il concetto di educazione: considerare l’educazione come un processo che avviene in molteplici luoghi e fasi della vita, oltre alle scuole formali, integrando momenti pianificati e spontanei.
Il “Nuovo Patto per l’Educazione” che si impegna a sottoscrivere il Rapporto volge, in estrema sintesi e seguendo le parole del Direttore della Divisione Unesco “Future of learning and innovation” Sobhi Tawil, a “Ricostruire le nostre relazioni reciproche, con il pianeta e con la tecnologia”.
Nell’evento sostenuto dalla Cattedra Unesco dell’Università Cattolica, in collaborazione con il Gruppo editoriale La Scuola e con la partecipazione di rappresentanti dell’Unesco e del ministero dell’Istruzione e del Merito, il Direttore Sobhi Tawil ha aggiunto che: “I Paesi più istruiti del mondo sono quelli che stanno accelerando di più cambiamento climatico. Ma se istruirsi significa vivere in modo insostenibile, allora dobbiamo ricalibrare le nostre nozioni di cosa l’istruzione dovrebbe fare e reimpostare le nostre interdipendenze”. Anche la sottosegretaria del Ministero dell’Istruzione e del merito, Paola Frassinetti è intervenuta nell’ambito delle responsabilità, affermando che: “Ognuno di noi ha l’obbligo gravoso nei confronti delle generazioni attuali e future, esiste una realistica speranza di incidere sullo stato delle cose mediante la formazione e l’educazione anche grazie alla disponibilità di strumenti di accesso alla conoscenza”.
La Commissione internazionale sui Futuri dell’Educazione, istituita nel 2019 dall’UNESCO, Agenzia delle Nazioni Unite per l’educazione, evidenzia nel Rapporto che, qualsiasi nuovo Contratto Sociale deve basarsi ancor prima sui più ampi principi che sono alla base dei diritti umani. Esso ha come obiettivo principale quello di ridurre le disuguaglianze sociali presenti nel mondo e dev’essere necessariamente diretto dai seguenti due principi fondamentali: garantire il diritto a un’educazione di qualità per tutto l’arco della vita e rafforzare l’educazione come sforzo pubblico e bene comune.