Roma, 9 giugno 2021 – “La magistratura non può più interessarsi a questi disastri solo dove e quando si verificano, ma deve fare qualcosa prima, uscire da un torpore congenito. Dalla Costa Concordia al ponte Morandi, dalla Thyssen, alla funivia di Stresa e, soprattutto, ai tre morti e duemila feriti al giorno, mi chiedo se il silenzio della magistratura non sia anche colpa di disattenzione”. Parte da qui l’intervista a Bruno Giordano, giudice di Cassazione e spesso ospite presso Radio ANMIL Network, concessa a “Repubblica” e uscita oggi. Giordano propone esplicitamente di istituire una procura unica della sicurezza sul lavoro. “In Parlamento giace un ddl – continua Giordano – per istituire la Procura nazionale del lavoro e dell’ambiente, con procure distrettuali, alla stregua di antimafia e antiterrorismo. Consentirebbe pubblici ministeri specializzati, indagini veloci, linee investigative programmate per settori, tipi di rischio, categorie di lavoratori e competenze ispettive”. La proposta ribadita da Giordano ha trovato tra i primi sostenitori personaggi come Junio Valerio Romano, senatore del M5S e vice-presidente della Commissione Monocamerale d’Inchiesta sulla sicurezza sul lavoro.
“Le parole del procuratore Bruno Giordano sulla necessità di istituire in Italia una Procura nazionale del Lavoro – dice Romano – accendono ancora una volta i riflettori sull’urgenza di un’azione decisa a tutela del diritto alla vita e alla salute dei lavoratori nei cantieri e nelle aziende. Ogni giorno, nel nostro Paese, si verificano in media due incidenti mortali sul lavoro e questo è intollerabile”. Secondo Romano questa emergenza va affrontata ora e senza ulteriori rinvii. Il MoVimento 5 Stelle ha depositato al Senato una proposta di legge dedicata all’istituzione di una procura nazionale del Lavoro. “Si tratta di un organismo giurisdizionale specializzato sulle tematiche del lavoro – precisa Romano – che potrebbe assumere, insieme agli altri organi preposti, un ruolo centrale in relazione alla sicurezza nei luoghi di lavoro e nella lotta al caporalato e al lavoro irregolare”. Il testo è stato assegnato alle commissioni Giustizia e Lavoro del Senato. “Apriamo subito una discussione nel merito – sollecita Romano – così da accelerare l’iter e arrivare entro la fine della legislatura all’approvazione della legge. Abbiamo il dovere di passare dalle parole ai fatti”.