Roma, 25 agosto 2021 – Nonostante gli strascichi della crisi causata dal calo dell’attività produttiva, nei primi sette mesi del 2021 l’Inps ha incassato 120.577 milioni di euro di entrate contributive, con incremento di 8.423 milioni (+7,51%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quasi ai livelli del 2019. In particolare, sottolinea l’Istituto in una nota, le entrate contributive della gestione aziende si attestano a 67.225 milioni, con un incremento di 6.340 milioni (+10,41%); il gettito contributivo dei lavoratori autonomi è pari nel complesso a 5.136 milioni, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (- 49 milioni); le entrate della gestione separata si attestano a 4.664 milioni, con un incremento di 669 milioni (+16,76%); le entrate relative ai lavoratori domestici sono pari a 825 milioni, con un incremento di 128 milioni (+18,36%).
Focalizzando l’attenzione sull’intero settore privato (aziende, lavoratori autonomi, gestione separata, lavoratori domestici, versamenti volontari), nei primi sette mesi del 2021 le entrate contributive correnti (al netto, quindi, delle riscossioni da recupero crediti) ammontano complessivamente a 77.940 milioni di euro, con un incremento di 7.078 milioni (+9,99%) rispetto allo stesso periodo del 2020.
La crescita delle riscossioni contributive registrate nei primi sette mesi del 2021, riporta le entrate a livelli vicini a quelli precedenti la pandemia da Covid-19: le entrate contributive complessive dei primi sette mesi del 2021 sono inferiori dell’1,49% (-1.830 milioni) rispetto a quelle del corrispondente periodo del 2019.
Sulla base dell’attuale trend di espansione delle attività produttive, si stima che nel corso del 2021 le riscossioni dell’Istituto provenienti da entrate contributive possano tornare agli stessi livelli registrati nel 2019.