Roma, 29 ottobre 2020 – “Dobbiamo promuovere, insistere, fare tutto il necessario per avere tutti sul proprio cellulare l’applicazione Immuni”. Così il coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) Agostino Miozzo su ‘Il Corriere della sera’ nel quale parla del Dpcm dicendo che risponde “alla situazione attuale del Paese che è in rapidissimo peggioramento”. E oggi le notifiche di possibile esposizione al coronavirus inviate dalla app Immuni hanno superato quota 5mila in un solo giorno. Stando ai dati forniti dal ministero della Salute e pubblicati sul sito di Immuni, il 27 ottobre si è registrata la cifra record di 5.195 notifiche, in aumento rispetto alle 3.292 del 26 ottobre e alle 2.210 del 25 ottobre.
Nella stessa giornata si è registrato anche il picco di utenti positivi: 143.
Nel complesso, i dati aggiornati al 27 ottobre mostrano che i download dell’applicazione hanno raggiunto la cifra di 9,43 milioni. Le notifiche inviate finora sono 41.426, mentre gli utenti positivi al Covid che hanno caricato le proprie chiavi sono1.673.
“Se più persone scaricassero Immuni, ci troveremmo in una situazione migliore. Oggi vengono messe in quarantena persone che non dovrebbero andarci e altre invece si fanno un tampone a 24 ore dal contatto e quel risultato non ha valore perché si può sviluppare la malattia 2-3 giorni dopo”. A dirlo è il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, parlando anche del servizio della trasmissione tv “Le Iene”.
“Le domande che Giulio Golia delle Iene mi ha fatto le ho girate a tutte le direzioni Asl coinvolte, ho ricevuto le risposte, le ho assemblate, le ho date alla direzione della comunicazione del Ministero e ho chiesto di darle alle Iene – spiega – Ringrazio Golia perché c’erano dei problemi, che anche io avevo segnalato, avevo scoperto che in alcune Asl il meccanismo non veniva attivato, per questo nel penultimo Dcpm è stato fatto obbligo di notificare la comunicazione avvenuta attraverso l’app Immuni”.